Sono stati recuperati circa 20 vasi integri, molti in bucchero, databili al VI sec. a.C.

Intorno a me passano in tanti. Sento parlare umbro, romano e ci sono persone della provincia. Le attività lavorano. Sappiamo anche che le strutture ricettive hanno accolto tantissime persone. Mi chiedo quale sia la verità su questo San Pellegrino in Fiore.
di Roberto Pomi

“Abbiamo avuto accesso a parti che non avevamo ancora visionato perché impraticabili fino a poco tempo fa. Ora il lavoro sta proseguendo, dopo la sanificazione, con lo smontaggio di tramezzi ed impianti". Così la Soprintendente per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, arch. Margherita Eichberg.

Viterbo si trasforma in un grande giardino fiorito per l'edizione 2026 di San Pellegrino in Fiore

C’è una differenza sottile ma decisiva tra un evento che illumina e uno che semplicemente occupa uno spazio. Il primo lascia una traccia, anche temporanea, nella percezione collettiva; il secondo scivola via senza modificare nulla. Quest’anno, “Viterbo in fiore” sembra essere rimasto più vicino a questa seconda dimensione. Non ha generato quell’energia diffusa capace di cambiare, anche solo per pochi giorni, il ritmo della città. Così, invece di sospendere i problemi, li ha resi più evidenti. Li ha esposti.

Passeggiando per il quartiere medievale, il contrasto tra la pietra austera e i petali colorati è sempre un bel vedere, per carità. Tuttavia, chi cercava le cascate botaniche degli anni d’oro si è ritrovato a fare i conti con una realtà più "asciutta".

Come praticamente ogni giorno i frequentatori abituali hanno continuato a portare qui cibo take away e a lasciare gli "imballaggi" tra le secolari pietre di peperino. Con il risultato che a "godere" dello spettacolo questa volta sono state tantissime persone.

Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

Alla partita, seduti sugli spalti, hanno assistito i genitori Paolo e Antonella, la sorellina Beatrice, e un gruppo di parenti e amici che hanno voluto fare il tifo per lui. Il giovane direttore di gara era accompagnato da un tutor, Silvano Olmi, osservatore arbitrale della sezione di Viterbo dell’associazione italiana arbitri. Caschetto biondo, occhi chiari, Federico è nato a Madrid il 20 aprile 2012, risiede a Orte e frequenta la prima classe del liceo scientifico, indirizzo scienze applicate, di Narni.

Tre luci diverse, tre significati profondamente diversi. Ecco quali fatti abbiamo scelto questa settimana.
di Roberto Pomi

















