

BARBARANO ROMANO – La straordinaria necropoli di Barbarano continua a restituire bellezza ed emozioni dal passato. In questi giorni è stata riportata alla luce una tomba a dado posta a una quota superiore rispetto alla cosiddetta Tomba della Salamandra, indagata nella prima fase dei lavori. Mai realmente visibile prima, la struttura ha rivelato una scoperta eccezionale: la camera era completamente colma di terreno franato a seguito della fratturazione di parte della tomba, che ha sepolto i quattro letti scolpiti e il corredo di almeno una deposizione. Sono stati recuperati circa 20 vasi integri, molti in bucchero, databili al VI sec. a.C.
La presenza di fratture antiche potrebbe indicare un utilizzo solo parziale della tomba già in epoca etrusca. Prosegue quindi con successo il programma di interventi finanziati dalla Soprintendenza per il restauro e il consolidamento delle tombe più rappresentative della necropoli rupestre di San Giuliano. Si è infatti conclusa la seconda fase dei lavori nell’area della monumentale Tomba della Regina e delle sepolture adiacenti, finora quasi sconosciute perché reinterrate o coperte dalla vegetazione.
I lavori sono stati seguiti per la SABAP dalla dott.ssa Barbara Barbaro (RUP e direttore scientifico), dall’arch. Gloria Galanti (direttore dei lavori), dall’arch. Giuseppe Borzillo (progettista), dal geom. Nicola Missori (direttore operativo) e dall’Isp. On. Angelo Fiaschetti, in collaborazione con il Comune di Barbarano Romano e il Parco Regionale Marturanum.




















