Barbarano Romano continua a regalare emozioni: torna alla luce interessante tomba a dado a San Giuliano
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Sono stati recuperati circa 20 vasi integri, molti in bucchero, databili al VI sec. a.C.

BARBARANO ROMANO – La straordinaria necropoli di Barbarano continua a restituire bellezza ed emozioni dal passato. In questi giorni è stata riportata alla luce una tomba a dado posta a una quota superiore rispetto alla cosiddetta Tomba della Salamandra, indagata nella prima fase dei lavori. Mai realmente visibile prima, la struttura ha rivelato una scoperta eccezionale: la camera era completamente colma di terreno franato a seguito della fratturazione di parte della tomba, che ha sepolto i quattro letti scolpiti e il corredo di almeno una deposizione. Sono stati recuperati circa 20 vasi integri, molti in bucchero, databili al VI sec. a.C.

La presenza di fratture antiche potrebbe indicare un utilizzo solo parziale della tomba già in epoca etrusca. Prosegue quindi con successo il programma di interventi finanziati dalla Soprintendenza per il restauro e il consolidamento delle tombe più rappresentative della necropoli rupestre di San Giuliano. Si è infatti conclusa la seconda fase dei lavori nell’area della monumentale Tomba della Regina e delle sepolture adiacenti, finora quasi sconosciute perché reinterrate o coperte dalla vegetazione.

I lavori sono stati seguiti per la SABAP dalla dott.ssa Barbara Barbaro (RUP e direttore scientifico), dall’arch. Gloria Galanti (direttore dei lavori), dall’arch. Giuseppe Borzillo (progettista), dal geom. Nicola Missori (direttore operativo) e dall’Isp. On. Angelo Fiaschetti, in collaborazione con il Comune di Barbarano Romano e il Parco Regionale Marturanum.

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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