

VITERBO – Tutto sembra fermo ma c’è movimento dentro e intorno all’ex ospedale degli Infermi. In queste ore sui social della Soprintendenza Etruria Meridionale è apparso un post che racconta di un sopralluogo effettuato all’interno del complesso in parti finora inaccessibili.
“Abbiamo avuto accesso a parti che non avevamo ancora visionato perché impraticabili fino a poco tempo fa. Ora il lavoro sta proseguendo, dopo la sanificazione, con lo smontaggio di tramezzi ed impianti. Si tratta di operazioni che riguardano soprattutto l’area più operativa dell’ex complesso ospedaliero, ma che in parte interessano anche il palazzetto che sarà assegnato alla Soprintendenza”. Così la Soprintendente per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, arch. Margherita Eichberg, ha commentato il sopralluogo effettuato, lo scorso 13 aprile, con il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Daniele Sabatini (FdI), insieme ad alcuni tecnici della Regione e del Comune, all’interno del complesso dell’ex Ospedale Grande degli Infermi, dove dovrebbe essere realizzato un Borgo della Cultura e una parte destinata alla futura sede della Soprintendenza (Palazzetto Farnese).
La Soprintendente è stata accompagnata dai funzionari referenti dell’ufficio nel Comitato tecnico del progetto: l’arch. Giuseppe Borzillo e l’arch. Federica Cerroni, oltre alla funzionaria archeologa dell’Ufficio, referente per Viterbo, dottoressa Beatrice Casocavallo.
Il “Borgo della Cultura” è un ambizioso progetto di riqualificazione dell’ex Ospedale Grande degli Infermi e degli edifici limitrofi (Palazzo Marzano e Farnese) nel centro storico. Con un investimento di oltre 35 milioni di euro, mira a creare un hub culturale, archivistico e bibliotecario, ospitando l’Archivio di Stato e la Soprintendenza. Un progetto nato sulla spinta dell’Accordo di Valorizzazione con la Regione, firmato il 26 gennaio 2021 per il restauro, la rifunzionalizzazione e la valorizzazione dell’antico complesso cinquecentesco in stato di abbandono.
Il recupero di questo spazio permetterebbe di ricucire una ferita profonda che il centro storico di Viterbo si porta dietro da venti anni. Oltre a riqualificare un’area di grande pregio si andrebbero a recuperare spazi utili alla vitalità del centro storico.

















