Le freccette della settimana
freccette
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

1. TANTE RICETTE, POCA SALUTE

Per la crescita di Viterbo sono state scritte più ricette che in uno studio medico o in un libro di Carlo Cracco. Tutti segni di buona volontà, certamente. Ma con esiti modesti. Non che Viterbo non cresca, ma il fatto è che mentre la nostra Città cammina le altre corrono, cosicché tutte arrivano prima o poi al traguardo ma c’è chi va sul podio e c’è chi si deve accontentare di una pacca sua spalla. Viterbo si guadagna per lo più pacche sulla spalla. Forse perché le ricette non sono scritte né dai medici, né dagli chef giusti?

2. 25 APRILE

Quando ci si chiede perché la Sinistra in Italia non riesce più a governare, non si pensi solo ai suoi salotti buoni dove si parla troppo e si comprende poco; si pensi a chi in questo 25 aprile, durante un corteo, ha inneggiato all’Iran, dove la donna è in soggezione e la libertà di pensiero porta al patibolo. Un mio zio, partigiano della prima ora, penso che si stia ancora rotolando indignato nella sua tomba.

3. LAUREE E CARCIOFI

Qualcuno si strappa i capelli perché due laureati nigeriani che sono in cerca di lavoro a Viterbo, ma non parlano italiano, non vengono tutelati dal Centro per l’Impiego. E questo, nonostante che ci siano tanti stranieri che lavorano nei campi senza sapere la nostra lingua. Forse con le patate e i carciofi in genere si parla poco; ma due laureati probabilmente sono destinati a fare un lavoro dove si parla pure. Altrimenti, se
un laureato vuole vivere in Italia e non parla italiano, che lavoro pensa di fare? Il raccoglitore di carciofi?

4. FIORI

Beh, non sarà stato forse un progetto profondo, avveniristico o particolarmente fascinoso, ma almeno quest’anno l’allestimento di S. Pellegrino in Fiore si è basato sui fiori (e sulla musica di un’arpa).

5. PUBBLICA SICUREZZA

Il primo dovere di una amministrazione pubblica è quello di garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini. Quindi, non ci sono procedure burocratiche, codice degli appalti, gestione finanziaria, divisione dei compiti, programmazione middle e long term che tengano: le strisce pedonali devono essere mantenute in perfetta visibilità, sempre. In città, la metà sono praticamente invisibili, e ne mancano molte altre.

6. PRECISIONE SVIZZERA

Soldi chiesti alle famiglie di ragazzi italiani per le cure mediche che hanno ricevuto dopo essere rimasti feriti a Crans Montana a causa delle inadempienze tecnico-amministrative commesse dalle autorità locali. La figura di m… della Svizzera dimostra che la meccanica di un orologio (svizzero) può anche sembrare che funzioni perfettamente, ma se le sue lancette indicano l’ora sbagliata non vale nulla.

7. POI DICE LA DISAFFEZIONE POLITICA

Non ci capisco più niente. Un comunista che si mette a fare il sovranista strizzando l’occhio alla destra; un radicale orfano di Pannella che dirige un quotidiano notoriamente di destra; un generale che ha giurato (e in questo caso un giuramento vale per sempre, altrimenti è alto tradimento) fedeltà alla Costituzione antifascista, che guarda con evidente nostalgia a Salò; un professore che per dimostrare di essere a capo
di un partito nuovo e diverso governa prima con la destra e subito dopo con la sinistra; esponenti del femminismo e del movimento gay che sventolano le bandiere del regime reazionario dei pasdaran; partigiani di quarta generazione che vorrebbero fare saponette degli ebrei. Boh…

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Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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