Dietro il grande parco romano c’è anche la visione della “Pimpaccia” che volle trasformare una collina in simbolo della grandezza pamphiliana.

La “Pimpaccia” di Piazza Navona divenne il bersaglio perfetto della satira romana tra odio, paura e misoginia.
di Romero

Spenti i riflettori sullo Spazio Attivo di Valle Faul, l’attenzione si sposta ora sul piatto forte.

La mente non muore mai, e a quanto pare genera suoi figli. Ma quella mente che ha avuto un corpo, difficilmente se ne dimentica.

I residenti si sono guardati in faccia e hanno messo sul tavolo i pezzi di un puzzle che non si incastra più: parcheggi, pulizia, sicurezza, tutela del patrimonio e dei residenti. Da una parte la retorica del "gioiello medievale", dall'altra la realtà di chi, in quel gioiello, ci deve vivere, camminare e, soprattutto, parcheggiare.
di Roberto Pomi

L’altra sera, l’assemblea del Comitato di quartiere San Pellegrino ha registrato un fatto politico tutt’altro che banale per i canoni viterbesi: la presenza, e la sostanziale convergenza, di due pesi massimi dell’opposizione come Alvaro Ricci (Partito Democratico) e Andrea Micci (Lega).
di Roberto Pomi

Un cittadino, giustamente esasperato, ci scrive e ci chiede: “Perché si deve assistere a questo sconcio da due mesi? Mi sa rispondere o fare la domanda a chi di dovere?”.

La Tuscia farnesiana è stata per Annibal Caro la seconda patria. E noi, oggi, quando guardiamo gli affreschi di Caprarola o quando ripensiamo ai versi dell'Eneide, dobbiamo renderci conto che stiamo guardando e leggendo la Tuscia del Cinquecento.
di Roberto Pomi

Ci avevate pensato? Perché a San Pellegrino, forse, l'era della transizione digitale ha appena incontrato quella della rivolta dei residenti. E per Palazzo dei Priori, questa volta, la sfida rischia di essere davvero ingovernabile.
di Roberto Pomi

L’augurio è che Floris e Aronne si fermino a riflettere a fondo. L'unica scelta sensata è dare il comando di smontare i cordoli di quel tratto e prendersi del tempo. Su via della Pila serve uno stop. Premere il tasto "pausa", ammettere che qualcosa non ha funzionato e aprire una fase di reale ragionamento non è un segno di debolezza. Al contrario: è un atto di coraggio, una cosa da uomini seri e da persone perbene. Quali Floris e Aronne sono.
di Roberto Pomi

















