

VITERBO – C’è una sottile e raffinata forma di lungimiranza urbanistica che noi comuni mortali, evidentemente, non riusciamo a cogliere. Una visione che va oltre il banale concetto di “decoro” per abbracciare scenari decisamente più dinamici, quasi cinematografici.
Prendete via Marconi, il nostro personalissimo “boulevard”, il salotto buono della città. Da almeno due mesi, all’angolo con via del Repuzzolo, va in scena uno spettacolo che merita di essere raccontato. Ci sono stati dei lavori – e fin qui, ordinaria amministrazione. Poi è arrivato il momento del ripristino, eseguito secondo i più alti standard del rattoppo alla viterbese: una colata di catrame stesa alla meno peggio, giusto per dare quel tocco di contrasto cromatico tra il nero asfalto e il grigio della pietra.
Ma il vero colpo di genio è un altro. I selci storici, quelli divelti per fare spazio ai lavori, mica sono stati portati via. No, sono stati lasciati lì. Impilati con cura, o forse solo abbandonati al loro destino, sul ciglio della strada. A disposizione di tutti.
Ed è qui che l’amministrazione comunale dimostra di avere un cuore grande e una spiccata propensione per l’intrattenimento urbano. In un centro storico che lamenta la mancanza di eventi e attrazioni, Palazzo dei Priori ha deciso di allestire un set permanente per una bellissima, vecchio stile e terapeutica sassaiola nel cuore di Viterbo.
Quei blocchi di pietra lavica sono un invito a nozze per gli amanti del brivido retrò. Sono lì, pronti all’uso, a portata di mano per qualunque passante preso da un improvviso attacco di nostalgia medievale o, più prosaicamente, per chiunque avesse la bizzarra idea di testare la resistenza della vetrina di un negozio. Una sorta di “fai-da-te” del vandalismo, un servizio di cortesia che il Comune offre ai malintenzionati per evitare loro la fatica di doversi portare i sassi da casa.
Un cittadino, giustamente esasperato, ci scrive e ci chiede: “Perché si deve assistere a questo sconcio da due mesi? Mi sa rispondere o fare la domanda a chi di dovere?”.
Caro lettore, noi la domanda a “chi di dovere” la giriamo volentieri, anche se temiamo che a Palazzo dei Priori siano troppo impegnati a disegnare loghi per Viterbo 2033 o a programmare il futuro della Tuscia per accorgersi che in via Marconi bastano due mesi e un mucchio di selci per trasformare il salotto buono in una potenziale polveriera.
Nel frattempo, se passate da via del Repuzzolo, camminate veloci. E se vedete qualcuno chinarsi verso il marciapiede, il consiglio è uno solo: chinatevi anche voi. Ma per ripararvi la testa.


















