

VITERBO – Sulla vicenda di via della Pila, sulle barricate alzate da residenti e commercianti contro quel tratto di pista ciclabile, noi de La Fune abbiamo deciso di fare una scelta precisa: non entreremo nel merito della polemica politica. Non faremo il tifo nel gioco del tiro alla fune contro Palazzo dei Priori, né cavalcheremo il classico scontro tra fazioni che tanto piace alla narrazione cittadina.
E non lo facciamo per due motivi molto semplici, che sono poi la base della credibilità di questo giornale.
Il primo è che noi nel progetto delle piste ciclabili ci crediamo davvero. Crediamo che una rete di mobilità alternativa sia una scommessa necessaria per rendere Viterbo una città migliore, più moderna, più vivibile. Il secondo motivo, ancora più radicale, è che su quanto sta accadendo in via della Pila siamo fermamente convinti che i residenti e i commercianti abbiano piena, totale e assoluta ragione. Le cose che dicono sono intelligenti, sensate e drammaticamente vere.
Ecco perché ci rifiutiamo persino di immaginare che esista un “dibattito” in corso tra i cittadini e il Comune. Non c’è un confronto da arbitrare, perché la bilancia del buon senso pende tutta da una parte. Più che una guerra di posizione, quella a cui stiamo assistendo in queste ore ci sembra una forma di stordimento amministrativo.
A Palazzo dei Priori ci sono due assessori, Stefano Floris ed Emanuele Aronne, che consideriamo – e lo abbiamo sempre scritto – due bravi assessori. Persone preparate, animate da ottime intenzioni. Ma questa volta, ed è inutile girarci intorno con i tecnicismi, stanno “cappellando” alla grande. Capita. Succede anche ai migliori di commettere un errore di valutazione, di incaponirsi su un disegno che sulla carta sembra perfetto ma che nella realtà dei fatti rischia di dare il colpo di grazia a una zona commerciale già al limite.
Proprio perché non vogliamo fare polemica spicciola, ma vogliamo che la voce del nostro giornale rimanga forte e autorevole, preferiamo mettere sul tavolo un invito alla riflessione. Confidiamo che la notte porti consiglio. Confidiamo, soprattutto, che lunedì non scatti quel senso unico che segnerebbe il punto di non ritorno per via della Pila.
L’augurio è che Floris e Aronne si fermino a riflettere a fondo. L’unica scelta sensata è dare il comando di smontare i cordoli di quel tratto e prendersi del tempo. Su via della Pila serve uno stop. Premere il tasto “pausa”, ammettere che qualcosa non ha funzionato e aprire una fase di reale ragionamento non è un segno di debolezza. Al contrario: è un atto di coraggio, una cosa da uomini seri e da persone perbene. Quali Floris e Aronne sono.
Ai residenti e ai commercianti di via della Pila e via Monte Bianco va tutta la vicinanza della redazione de La Fune. Siamo con voi, senza se e senza ma, perché difendete il buon senso e la sopravvivenza del vostro quartiere. Agli assessori chiediamo l’intelligenza di ascoltarvi: fermatevi, finché siete in tempo.

















