Le migliori storie del 2016 (Parte seconda)
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Tra le storie che abbiamo raccontato nel 2016 ci piace sottolineare quelle che parlano del lago di Bolsena, una patrimonio naturale e turistico tutto da mettere a frutto. Ma anche storie commoventi con protagonisti degli animali e tanto altro.

Tra le storie che abbiamo raccontato nel 2016 ci piace sottolineare quelle che parlano del lago di Bolsena, una patrimonio naturale e turistico tutto da mettere a frutto. Convinti dell’importanza delle storie per attirare e intrattenere visitatori abbiamo scritto della mitica Agarthi in ‘ANDIAMO A PRENDERE UN CAFFE’ NEL REGNO SOTTERRANEO DI AGARTHI‘. Vi abbiamo portato in viaggio sull’isola Bisentina, per vedere in un video tutte le sue bellezze; e raccontato di Amalasunta, del pozzo e dei miracoli di Santa Cristina in ‘AMALASUNTA, IL POZZO DELLA BISENTINA E I MIRACOLI’. Del drago Volta (leggi) e dello tsunami del 1695 che ricoprì di pesci la terra (leggi).

Abbiamo proposto anche storie di animali, che hanno commosso i lettori. Da ‘LA STORIA SENZA LIETO FINE DI BOLT, IL CAPRIOLO CHE HA COMMOSSO LA TUSCIA‘ e l’articolata avventura della volpe Foxy (leggi), salvata la notte di Ferragosto da due ragazzi viterbesi, che hanno dato vita a una vera e propria catena di raccolta fondi per pagare le cure veterinarie.

E tante storie di viterbesi che abbiamo pensato possano servire a dare stimoli e coraggio ad altri. Anche di gente al confine come l’ideatore dell’Orvietan, che ha tirato fuori dal cilindro della storia un prodotto per i palati contemporanei (leggi)

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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