Salvate il volpacchiotto Foxy; una storia magica nella notte di Ferragosto
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L'altruismo di due ragazzi viterbesi salva un cucciolo di volpe da morte certa nella notte di Ferragosto. Ora la clinica veterinaria dove l'animale è stato accolto lancia una raccolta fondi per sostenere le spese necessarie a curarlo al meglio.

L’altruismo di due ragazzi viterbesi salva un cucciolo di volpe da morte certa nella notte di Ferragosto. Ora la clinica veterinaria dove l’animale è stato accolto lancia una raccolta fondi per sostenere le spese necessarie a curarlo al meglio.

L’hanno chiamato Foxy, il cucciolotto di volpe che lunedì sera sulla Martana è stato investito da un automobilista che aveva fretta di tornare a casa dopo essersi gustato lo spettacolo dei fuochi di Capodimonte.

Stessa strada di ritorno a Viterbo anche per due ragazzi che, di fronte all’animale investito, che cercava con grande fatica di rimettersi in piedi, si fermano e decidono di portarlo da un veterinario. L’animale, selvatico e quindi portato dall’istinto a sfuggire all’uomo, si fa prendere senza resistenza. Si fa persino accarezzare, come se avesse capito di essere in buone mani.

Arrivati presso la Clinica Veterinaria della Tuscia il responso: omero fratturato. I veterinari iniziano a contattare diversi enti ma nessuno vuole farsi carico delle spese per l’intervento né del destino di Foxy. Intanto i due ragazzi accarezzano l’animale un po’, pagano le spese necessarie alle prime cure e salutano.

Giovedì i veterinari decidono di operare comunque la volpe e l’intervento è andato bene. Ora saranno necessarie altre cure. Da qui l’idea di lanciare un appello sui social network per ricevere aiuti e raccontare questa storia.
Chi volesse aiutare il piccolo Foxy può farlo con un versamento sul conto corrente della clinica:
IT02D0103014502000002134630, indicando come causale DONAZIONE PER FOXY e indicando nominativo, indirizzo, codice fiscale ed email per la fatturazione. Una donazione che aiuterà questa piccola volpe a tornare in libertà.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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