L'alfabeto de La Fune - Da Zingaretti a Sgarbi passando per Palazzo Santoro
Alfabeto
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ALFABETO - Una settimana segnata dalla campagna elettorale per il capoluogo, inevitabile a quindici giorni dal voto.

B

come “Biblioteca”. A Viterbo si culla un grande sogno, quello del Polo unico di Palazzo Santoro che darebbe alla città un punto vero di aggregazione e condivisione. 

come “Meloni Giorgia”. Atteso un suo ritorno l’8 di giugno, per dare tutta la spinta possibile alla candidata Laura Allegrini. 

P

di “piazza web”, la vera assente in questa campagna elettorale. Il contesto di provincia, piuttosto arretrata, non facilita l’utilizzo dei nuovi strumenti della comunicazione. Insomma “la bestia” di Salvini non ce l’ha nessuno e tutti sono appiattiti nel corpo a corpo con la città dei candidati. Al ballottaggio chissà cosa si inventeranno?

S

come Sgarbi. Sulla sua presenza in questa campagna elettorale al fianco di Chiara Frontini, dopo un certo clamore delle prime settimane, è calato una sorta di silenzio. Silenzio su Sgarbi?

Z

come “Zingaretti”. Uno dei passaggi più significativi della settimana appena trascorsa è stato l’arrivo nel capoluogo del presidente  della Regione Lazio. Un passaggio importante al Consorzio Biblioteche e un incontro, con la sala dell’Hotel Salus piena, al fianco della candidata a sindaco Alessandra Troncarelli. 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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