Speciale Santa Rosa
Una proposta che ha una sua logica, una sua dignità economica e organizzativa, e che farà battere il cuore di Pratogiardino come non succedeva da anni.
di Roberto Pomi

Un’edizione segnata da una novità storica: il cambio di percorso che vede l'addio alla tradizionale tappa finale di San Giovanni per stringere un nuovo, solenne abbraccio con il Santuario di Santa Rosa.

Bellocchio Arredamenti ha preparato un dono singolare per Viterbo: mille magliette bianche, distribuite gratuitamente al pubblico e tra i vicoli della città, sulle quali è impressa una frase che sembra un'affermazione di fede, o forse un incantesimo contro il tempo che passa: “ROSA ABITA QUI”.

Ha ragione da vendere Attilio Lupidi, sagace tribuno della Cna, a ricordarci che la devozione passa per lo stomaco prima ancora che per l’estasi.

Per quasi due secoli la Macchina con il simulacro di S. Rosa è stata parte integrante della solenne Processione in suo onore alla quale partecipavano le autorità religiose e civili con grande concorso di popolo.

Alle ventuno in punto l’ordine secco del Capofacchino romperà il silenzio: «Sotto col ciuffo e fermi!». Lì, la stanchezza cesserà d'essere una fatica e diventerà un solenne dovere.

Nella sala di Palazzo dei Priori, tra i fogli della presentazione ufficiale di questo giovedì di fine agosto, il passato non è una polverosa ricorrenza: è un conto alla rovescia che bussa alle porte. Massimo Mecarini, custode e timoniere del Sodalizio dei facchini, lo sa bene.

Sulle spalle dei Facchini, e nel cuore di tutti i viterbesi, sfileranno la storia, la grandezza e l'amore di un uomo che, ovunque lo abbia portato la vita, non ha mai smesso di appartenere a Viterbo.
di Roberto Pomi

Sabato 29 agosto il quartiere rinnoverà una delle tradizioni più amate della città. Sessantasei giovani Facchini agli ordini del Capofacchino Angelo Loddo per l’ultimo Trasporto di “Armonia Celeste”.
di redazione

A me, piaccia o no la musica rap o i gorgheggi blues di Britti, questa operazione non dispiace. Dimostra che Viterbo non vuole rassegnarsi a essere un museo polveroso buono solo per le cartoline del Touring Club.
di Merlino

Speciale Santa Rosa
















