54esimo Trasporto della Macchina del Pilastro: "La girata al Sacro Cuore dedicata a tutti gli abitanti del quartiere in difficoltà"
Pilastro
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Sabato 29 agosto il quartiere rinnoverà una delle tradizioni più amate della città. Sessantasei giovani Facchini agli ordini del Capofacchino Angelo Loddo per l’ultimo Trasporto di “Armonia Celeste”.

VITERBO – Ci sono notti che appartengono a un quartiere e altre che, con il passare degli anni, finiscono per appartenere a un’intera città. Quella di sabato 29 agosto sarà entrambe le cose. Alle ore 21.00 il Pilastro tornerà a stringersi attorno ai suoi giovani Facchini per il 54esimo Trasporto della propria Macchina di Santa Rosa, uno degli appuntamenti che da oltre mezzo secolo accompagna Viterbo verso il 3 settembre e che quest’anno avrà inevitabilmente un sapore diverso.

Sarà infatti l’ultima notte di “Armonia Celeste”. L’ultima volta in cui le sue luci attraverseranno il quartiere sorrette dalle spalle dei piccoli Facchini. L’ultima chiamata della sua formazione. L’ultimo “Sollevate e fermi”. L’ultima volta in cui quella sagoma, ormai entrata nel patrimonio affettivo del Pilastro, percorrerà le strade sulle quali in questi anni ha visto crescere centinaia di bambini. Un addio che non vuole essere soltanto malinconia, ma il compimento di un percorso e, contemporaneamente, l’inizio di una nuova pagina.

“Armonia Celeste” riproduce infatti la Macchina di Santa Rosa ideata da Roberto Joppolo insieme all’architetto Alfiero Antonini, che attraversò Viterbo nei Trasporti dal 1986 al 1990. È proprio nel rapporto tra la Macchina del Pilastro e le grandi Macchine che hanno segnato la storia del 3 settembre che continuerà a svilupparsi il progetto del Comitato. Dal prossimo anno una nuova Macchina raccoglierà infatti il testimone di Armonia Celeste, proseguendo un percorso che vuole richiamare, nel susseguirsi degli anni, le Macchine di Santa Rosa che hanno attraversato le vie di Viterbo la sera del 3 settembre. Un modo per unire ancora più profondamente due storie che appartengono alla stessa tradizione: quella dei Facchini e quella dei bambini che, molto prima di poter eventualmente indossare la divisa dei grandi, imparano al Pilastro il significato della parola “insieme”.

Un Trasporto che porterà con sé quattro grandi pensieri

Come da tradizione, anche il 54esimo Trasporto non sarà soltanto fatica, festa e spettacolo. Ogni tratto del percorso porterà con sé un pensiero, un ricordo, una dedica:

La memoria di Elena: l’intero Trasporto sarà dedicato alla memoria di Elena, sorella di Don Flavio Valeri, parroco del Sacro Cuore e presenza preziosa nella vita della comunità e dei Mini Facchini. Una dedica che vuole trasformarsi soprattutto in un abbraccio del Comitato, dei bambini, delle famiglie e dell’intero quartiere a Don Flavio, che negli anni ha accompagnato con affetto e vicinanza il cammino dei Mini Facchini e che accoglierà i piccoli portatori davanti alla loro Chiesa.

Il ricordo di Marco Settimi: durante la tradizionale girata davanti al Bar Dei, il pensiero andrà a Marco Settimi, prematuramente scomparso lo scorso gennaio. Marco lavorava nel settore della sicurezza ed era conosciuto per la professionalità, la disponibilità e il senso del dovere, avendo preso parte in passato come addetto alla sicurezza a numerosi Trasporti della Mini Macchina. Questa volta saranno i Mini Facchini a fermarsi per lui e a portarne il ricordo sulle proprie spalle.

La vicinanza alle difficoltà del quartiere: la girata davanti alla Chiesa del Sacro Cuore sarà dedicata a tutti gli abitanti del quartiere che stanno attraversando un momento di particolare difficoltà, sia essa personale, familiare o economica. Per qualche istante Armonia Celeste girerà idealmente per tutti loro.

Il messaggio di pace: Infine, l’arrivo. L’ultimo sforzo di Armonia Celeste sarà dedicato alla pace nel mondo e a tutti i bambini coinvolti nelle guerre. Un messaggio che parte dai bambini per raggiungere idealmente altri bambini ai quali la guerra continua a sottrarre quotidianità, serenità e infanzia. Nessuna bandiera e nessuna appartenenza, soltanto un desiderio universale: la pace.

Angelo Loddo: “Questa formazione è diventata una squadra”

A guidare ancora una volta i Mini Facchini sarà il Capofacchino Angelo Loddo, che nelle ultime settimane ha seguito quotidianamente i bambini durante le prove.

«Arrivare alla sera del Trasporto significa vedere concretizzarsi tutto quello che abbiamo costruito durante queste settimane. Dietro ogni bambino che sabato vedremo sotto Armonia Celeste ci sono prove, sacrifici, qualche correzione, tanta fatica ma soprattutto una crescita enorme. All’inizio abbiamo davanti tanti bambini; alla fine delle prove abbiamo una squadra. Ed è questa, per me, la soddisfazione più grande.»

Per Loddo quello di sabato sarà inevitabilmente anche un Trasporto carico di emozione: «Sappiamo tutti che sarà l’ultima volta di Armonia Celeste e credo che ce ne renderemo conto veramente soltanto quando arriveremo all’ultima fermata. È una Mini Macchina che fa parte della storia di questo quartiere e che ha accompagnato tantissimi ragazzi. Ma la tradizione vive proprio perché riesce a consegnarsi da una generazione all’altra. Sabato ai miei ragazzi chiederò quello che chiedo sempre: rispetto per la divisa che indossano, attenzione al compagno che hanno accanto e cuore.»

Stefano Caciola: “Salutiamo una parte della nostra storia guardando già al futuro”

A sottolineare il valore particolare di questa edizione è anche il Presidente del Comitato Festeggiamenti Pilastro, Stefano Caciola: «Il 54esimo Trasporto rappresenta per tutti noi un momento importante. Dietro quella che il pubblico vedrà sabato sera c’è un’organizzazione che coinvolge per settimane il Comitato, i collaboratori, le famiglie e tante persone che gratuitamente mettono tempo ed energie a disposizione dei nostri bambini. Ed è proprio guardando loro che comprendiamo perché vale la pena continuare a investire tanto in questa tradizione.»

Il pensiero inevitabilmente corre anche ad Armonia Celeste e a ciò che verrà: «Sabato saluteremo una Mini Macchina alla quale siamo profondamente legati. Armonia Celeste resterà nella memoria di centinaia di Mini Facchini e delle loro famiglie, ma il nostro compito è anche quello di guardare avanti. Dal prossimo anno inizierà un nuovo ciclo, continuando quel legame con le Macchine di Santa Rosa che hanno attraversato Viterbo il 3 settembre. Cambierà la Mini Macchina, ma non cambieranno i valori che vogliamo consegnare ai nostri ragazzi: rispetto, amicizia, sacrificio, appartenenza e amore per Santa Rosa.»

La formazione ufficiale del 54esimo Trasporto

Saranno 66 i giovani Facchini inseriti nella formazione che, agli ordini del Capofacchino Angelo Loddo, affronterà il 54esimo Trasporto, qui elencati nell’ordine ufficiale di chiamata:

Seconda fila Stanghette posteriori: Francesco Ludovico – Leonardo Cleri – Christopher Surano – Simone Carboni

Prima fila Stanghette posteriori: Leonardo Valdannini – Leonardo Freschi – Francesco Morganti – Stefano Proietti

Spallette fisse destre: Bruno Posati – Matteo Delle Cese – Edoardo Maria Petroselli – Diego Costantino – Flavio Polidoro – Francesco Menichelli

Spallette fisse sinistre: Emanuele Menichelli – Alessandro Venanzi – Mattia Fontana – Rosado Gustavo Canela – Damiano Pianura – Michael Cotigni

Aggiuntive destre: Lorenzo Davide – Lorenzo Koci – Mattias Vassallo Ceccarelli – Gabriel Falesiedi – Leonardo Pompei – Gabriele Guerrini – Alessio Paiolo

Aggiuntive sinistre: Mattia Zemella – Nicola De Santis – Dragan Constantin – Gabriele Pesci – Gabriele Rizzello – Andrea Selvaggini – Leonardo Esposito

Quinta fila – Ciuffi: Vincenzo Bonarrigo – Riccardo Pasqualini – Gabriele Ramacci – Lorenzo Loddo

Quarta fila – Ciuffi: Marco Troili – Tommaso Bernacchi – Matteo Iancu – Matteo Mancini

Terza fila – Ciuffi: Andrea Cintio – Giorgio Rossetti – Josuel Rufino – Filip Dragan

Seconda fila – Ciuffi: Emanuele Panaccia – Leonardo Aquilanti – Matteo Dei – Matteo Sortini

Prima fila – Ciuffi: Lorenzo Desideri – Luigi Maria Costantino – Francesco Grazini – Chistian Tundo

Cavalletti 1ª squadra: Thiago Minniti – Nicolò Morucci / Valerio Ricci – Diego Coppa

Cavalletti 2ª squadra: Leonardo Delle Cese – Domenico Abello Flore / Samuel Tavani – Elia Ascione

Cavalletti sbarramento: Daniel Rossetti – Christian Ranucci – Marco Ranucci – Mattia Oltianu

“Una scuola prima ancora che un Trasporto”

Quella dei Facchini del Pilastro continua a essere soprattutto una scuola. Una scuola nella quale non si impara soltanto a stare sotto una struttura, mantenere una posizione o rispondere a un comando. Si impara ad aspettare chi è più indietro, a fidarsi di chi sta accanto, ad accettare un ruolo, a rispettare una divisa e a comprendere che nessuno, da solo, potrebbe mai portare a termine il percorso.

È lo stesso valore che negli anni il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa ha continuato a riconoscere e trasmettere ai più piccoli, rafforzando quel filo ideale che lega le scuole delle Mini Macchine al grande Trasporto del 3 settembre. Un legame ribadito anche nei giorni scorsi, quando i nuovi giovani Facchini hanno ricevuto gli scudetti del Sodalizio alla presenza del presidente Massimo Mecarini, della sindaca di Viterbo Chiara Frontini, delle famiglie e dei rappresentanti delle istituzioni.

Il ringraziamento del Comitato

Alla vigilia di una serata tanto importante, il Comitato Festeggiamenti Pilastro rivolge il proprio ringraziamento innanzitutto a Don Flavio Valeri e alla Parrocchia del Sacro Cuore, punto di riferimento della comunità del Pilastro. Un ringraziamento va alle istituzioni cittadine, al Comune di Viterbo e alla sindaca Chiara Frontini, al Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa e al presidente Massimo Mecarini. Grazie ad AVIS Viterbo, alle associazioni, agli addetti alla sicurezza, ai volontari, ai collaboratori e a tutte le persone che rendono possibile ogni anno la realizzazione del Trasporto.

Un ringraziamento speciale va infine alle famiglie: sono loro che affidano al Comitato i propri figli e permettono a questa storia di continuare, condividendo un percorso che resta nel cuore dei ragazzi ben oltre gli anni trascorsi sotto la Mini Macchina.

Poi arriveranno le 21. Il rumore delle ultime voci lascerà spazio all’attesa. I bambini prenderanno posizione. Angelo Loddo guarderà ancora una volta la sua formazione e arriverà il comando. Armonia Celeste si solleverà per l’ultima volta, attraverserà il suo quartiere, passerà davanti alle case e si fermerà nei luoghi che da anni scandiscono il suo cammino, portando con sé Elena, Marco Settimi, il quartiere e il sogno della pace.

E quando le luci di Armonia Celeste si spegneranno al termine del suo 54º Trasporto, al Pilastro non finirà una storia. Ne comincerà un’altra. Perché le Macchine cambiano, i bambini crescono e le generazioni si susseguono. Ma finché ci saranno piccole spalle pronte a sollevarsi insieme nel nome di Santa Rosa, quella luce continuerà a camminare.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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