Il quartier generale fu piantato a Prato Giardino, appena fuori le mura. Lì, dove di solito le coppiette andavano a passeggiare la domenica all'ombra degli alberi, sorse in poche ore una città di tende, scuderie e un'enorme arena capace di ospitare migliaia di persone.

La macchina dei soccorsi e dell’ordine pubblico è scattata immediatamente.

La Tuscia, insomma, manda a dire di non essere disposta a diventare la pattumiera del Lazio, né a sacrificare la propria viabilità sull'altare di progetti industriali calati dall'alto. Bioforch incassa il colpo; Arlena di Castro, per ora, respira.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso – ironia della sorte, in un comune dove dai rubinetti l'acqua spesso non esce – è una situazione che si trascina da troppo tempo.

I temi sul tavolo dell'Auditorium Porsenna toccheranno tutti i nervi scoperti delle aree interne: la rigenerazione urbana, il turismo lento come leva di Pil locale, la cooperazione tra i comuni (spesso frenata da storici campanilismi) e la qualità della vita.

Il suo corpo è stato rinvenuto dai soccorritori nei locali al piano terra dell'abitazione di due piani, in un vano adiacente a quello della cucina, lì dove la furia della detonazione non ha lasciato scampo.

Appena qualche mese fa, e per la precisione il 24 gennaio 2026, le cronache politiche locali davano per fatto un altro scenario: Ugo Poggi era infatti a un passo dall'ufficializzare la sua adesione a Noi Moderati, la formazione guidata a livello nazionale da Maurizio Lupi.

Un esercito invisibile che negli ultimi quattro anni ha fluttuato, si è allargato, ha resistito, fotografando meglio di qualsiasi editoriale lo stato di salute economico del nostro territorio.

Adesso si apre la partita più difficile, il rebus dei quindici giorni che separano Civita Castellana dal secondo turno. La domanda che rimbalza nei bar e nelle segreterie politiche è una sola: dove andranno i voti di Giampieri? Sulla carta, la logica dei blocchi geopolitici della destra dovrebbe far convergere quei voti su Parroccini in chiave anti-sinistra. Ma la politica, specie in questa Civita Castellana, non è fatta di algida matematica.

Numeri impietosi, che raccontano di una distanza siderale tra i due schieramenti e che trasformano lo spoglio in una lunghissima, e quasi noiosa, ratifica di un verdetto che il paese aveva evidentemente già scritto nella propria testa ben prima di entrare nella cabina elettorale.

















