L’Alta Tuscia prova a ripartire da Proceno: il Pnrr, la Francigena e la scommessa (difficile) della rigenerazione
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I temi sul tavolo dell'Auditorium Porsenna toccheranno tutti i nervi scoperti delle aree interne: la rigenerazione urbana, il turismo lento come leva di Pil locale, la cooperazione tra i comuni (spesso frenata da storici campanilismi) e la qualità della vita.

PROCENO – C’è un’Italia che viaggia a due velocità e poi c’è l’Alta Tuscia, quell’estremo lembo di provincia viterbese che da anni cerca una formula magica per invertire la rotta dello spopolamento. Sabato 30 maggio, a partire dalle ore 15.30, i riflettori si accenderanno sull’Auditorium Porsenna di Proceno per un convegno istituzionale che mette sul tavolo parole d’ordine pesanti: “La Via Francigena come motore di Rigenerazione Culturale e Sociale”.

Dietro i titoli lunghi dei convegni c’è però una realtà molto concreta, fatta di bandi europei e di sopravvivenza dei piccoli borghi. L’iniziativa si inserisce infatti nel solco del progetto “Proceno Borgo di Rigenerazione”, un piano finanziato con i fondi europei del NextGenerationEU. Risorse cruciali, che rappresentano probabilmente l’ultimo vero treno per territori che rischiano altrimenti la desertificazione sociale ed economica.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: trasformare il turismo lento – quello dei pellegrini che camminano sulla Francigena – in un’economia stabile, capace di creare reti territoriali e dare un senso alla parola “sostenibilità”, troppo spesso abusata nei palazzi della politica.

Il focus della giornata sarà una sorta di “prova dei fatti”: la presentazione del Bilancio di Sostenibilità da parte della Cooperativa di Comunità ‘Proceno Impresa Sociale’, illustrato dal presidente Massimo Pelosi. Un passaggio chiave per capire, al di là dei proclami, quale sia l’impatto reale delle azioni intraprese sul tessuto economico e comunitario del paese.

A dimostrazione che la partita si gioca sull’intero quadrante dell’Alta Tuscia, i saluti istituzionali vedranno una sponda politica importante. Al tavolo ci saranno il sindaco di Proceno, Roberto Pinzi, la sindaca di Acquapendente, Alessandra Terrosi, e il commissario della Comunità Montana Alta Tuscia Laziale, Stefano Bigiotti. Una presenza a tre piazze che fotografa il tentativo – non sempre facile in queste zone – di fare massa critica e muoversi con una visione integrata.

Il parterre dei relatori è di quelli delle grandi occasioni, un mix tra accademia, management del turismo e istituzioni regionali. Si alterneranno gli interventi dei professori Silvio Franco (Università della Tuscia) e Roberto Cherubini (La Sapienza di Roma), seguiti dagli esperti dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (Francesco Ferrari, Luca Bruschi, Sami Tawfic e Vittoria Donat-Cattin). Peso specifico importante anche sul fronte dei finanziamenti e della programmazione strategica, con la presenza di Paolo Giuntarelli, direttore della Direzione regionale Lazio Turismo e Sport, di Alessandra Bonfanti (Segretario Generale Human Foundation) e Pierluigi Doro della Fondazione GEA.

I temi sul tavolo dell’Auditorium Porsenna toccheranno tutti i nervi scoperti delle aree interne: la rigenerazione urbana, il turismo lento come leva di Pil locale, la cooperazione tra i comuni (spesso frenata da storici campanilismi) e la qualità della vita. La scommessa è quella di trasformare questi borghi in “laboratori di innovazione”, dove il settore pubblico e il terzo settore riescano finalmente a parlarsi.

Chiusi i lavori e l’inevitabile dibattito politico, la giornata si sposterà alle 18.30 nella splendida cornice rinascimentale della Sala delle Storie Profane per un momento di decompressione culturale: il concerto dell’Aulos Ensemble, diretto dal maestro Emanuel Elisei. Perché anche la cultura, in territori così periferici, serve a fare coesione sociale. Rimane da capire se, spenti i riflettori e terminati i fondi del Pnrr, la rigenerazione della Tuscia sarà diventata realtà o se sarà rimasta l’ennesima, bellissima intenzione scritta su un programma di sala.

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Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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