

FABRICA DI ROMA – C’è un limite oltre il quale l’esasperazione dei cittadini si trasforma in carte bollate. Quel limite, a Fabrica di Roma, è stato ampiamente superato. Nella giornata di ieri, 27 maggio, è stata formalmente inoltrata la prima diffida collettiva e messa in mora contro Talete S.p.A. A firmarla è la sezione Tuscia di UsiCons (Associazione a tutela dei consumatori e dei cittadini), ma dietro quella sigla c’è il peso di centinaia di residenti stanchi di subire.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso – ironia della sorte, in un comune dove dai rubinetti l’acqua spesso non esce – è una situazione che si trascina da troppo tempo. Interruzioni della fornitura a singhiozzo, che stanno mettendo a dura prova soprattutto la zona di Parco Falisco, e una non potabilità dell’acqua che non è più un’emergenza estiva, ma una triste costante che dura da anni. Il tutto a fronte di bollette sempre più onerose. Pagare profumatamente un servizio per avere in cambio acqua non potabile e, spesso, nemmeno costante: un paradosso tutto viterbese che ha spinto i cittadini alla mobilitazione generale.
La diffida collettiva, sostenuta da una massiccia raccolta firme nelle scorse settimane, è stata recapitata ai vertici del gestore idrico e, per conoscenza, al sindaco di Fabrica di Roma, al presidente della Provincia e al Prefetto di Viterbo, a cui è stato chiesto un incontro urgente.
Ma il vero dato politico e sociale che emerge da questa mossa va oltre i confini di Fabrica. Quello che si sta consumando nell’agro falisco è solo il primo atto di un effetto domino. Da quanto si apprende, infatti, ulteriori diffide collettive sono pronte a partire a stretto giro anche da altri Comuni della provincia. Gruppi di cittadini, comitati spontanei e associazioni si stanno muovendo in autonomia, riempiendo quel vuoto lasciato da quello che da più parti viene definito come il “silenzio assordante” della politica locale.
“L’acqua è un diritto universale, non ha colore politico e deve essere pubblica, potabile e costante nelle case di ogni cittadino, oltre che pagata ad un giusto prezzo”, ricordano da UsiCons Tuscia (che ha messo a disposizione la mail usicons.tuscia@gmail.com per coordinare le prossime adesioni).
La sensazione è che la gestione del servizio idrico nella Tuscia sia arrivata a un punto di non ritorno. La stagione dei ricorsi e delle mobilitazioni dal basso è ufficialmente aperta. Resta da vedere se Talete e la politica viterbese sapranno dare risposte concrete o se continueranno a nascondersi dietro i tecnicismi dei bilanci e dei piani d’ambito, mentre i cittadini rimangono a secco.

















