Ugo Poggi sceglie lo Scudocrociato (dopo il giallo del mancato accordo con Noi Moderati di Lupi)
Foto Ugo Poggi
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Appena qualche mese fa, e per la precisione il 24 gennaio 2026, le cronache politiche locali davano per fatto un altro scenario: Ugo Poggi era infatti a un passo dall'ufficializzare la sua adesione a Noi Moderati, la formazione guidata a livello nazionale da Maurizio Lupi.

VITERBO – Movimento di pedoni sulla scacchiera di Palazzo dei Priori, Ugo Poggi entra nell’Udc e la porta con sé in sala d’Ercole. Un ritorno alle origini che ridisegna, anche se di un solo tassello, la mappa geopolitica al Comune di Viterbo. L’Unione di Centro rimette piede in consiglio comunale a Viterbo e lo fa riabbracciando un volto storico della sua tradizione politica. Ugo Poggi, infatti, dichiara ufficialmente conclusa la sua parentesi da “indipendente” per formalizzare l’adesione al gruppo dell’Udc, siglando un rientro a casa che porta la firma del coordinatore cittadino Gianfranco Proietti.

Eppure, le rotte della politica moderata viterbese sembravano destinate a un approdo completamente diverso. Appena qualche mese fa, e per la precisione il 24 gennaio 2026, le cronache politiche locali davano per fatto un altro scenario: Ugo Poggi era infatti a un passo dall’ufficializzare la sua adesione a Noi Moderati, la formazione guidata a livello nazionale da Maurizio Lupi. Un’operazione che sembrava ormai definita nei dettagli e che avrebbe dovuto inserire il consigliere in un nuovo percorso di centrodestra. Poi, però, qualcosa deve essere andato storto. I canali diplomatici si sono bruscamente interrotti, i dettagli dell’accordo sono sfumati e il passaggio sotto le insegne di Lupi è rimasto una lettera morta nel grande libro dei retroscena di Palazzo dei Priori.

Naufragata quella sponda, si sono aperti altri giochi. Il ritorno all’Udc non è stato infatti un fulmine a ciel sereno, ma l’esito di una manovra diplomatica vecchio stile, portata avanti con pazienza e sottotraccia negli ultimi otto mesi. Per Poggi si tratta a tutti gli effetti di un ritorno alle origini: dentro lo scudocrociato il consigliere ha militato per tredici anni, dal 2002 al 2015, misurandosi in diverse tornate elettorali e spendendosi come uno dei punti di riferimento dell’area moderata e centrista in città.

Al di là del dato biografico e dei retroscena invernali, l’operazione sposta l’asse dei pesi nell’emiciclo cittadino. Era da oltre un decennio che l’Udc non esprimeva una rappresentanza diretta sui banchi del consiglio comunale capoluogo. Con questo innesto, il partito di Proietti non solo riacquista una tribuna istituzionale da cui far valere le proprie posizioni e le iniziative avviate sul territorio negli ultimi mesi, ma rimette ufficialmente una bandierina all’interno delle commissioni consiliari.

La mossa, logicamente, guarda già oltre la quotidianità amministrativa e punta dritto alle scadenze di medio termine. Con le prossime elezioni comunali che iniziano a stagliarsi all’orizzonte — manca circa un anno al rinnovo dell’aula —, il centro moderato prova a darsi una struttura più solida e riconoscibile. L’obiettivo dichiarato dalla segreteria è chiaro: fare della riconquistata visibilità consiliare la leva per aggregare nuove forze, allargare la base del consenso e presentarsi al tavolo delle future alleanze con numeri e peso specifico diversi. Da oggi, la scommessa centrista a Viterbo passa ufficialmente per le mani di Ugo Poggi.

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Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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