

BLERA – Se a Bomarzo si è consumato un plebiscito, a Blera le urne hanno restituito qualcosa che assomiglia molto a un monologo assoluto. I dati finali che arrivano dalle sezioni del Blerano non lasciano spazio a interpretazioni, dubbi o prudenze da taccuino. Nicola Mazzarella si riconferma sindaco e lo fa abbattendo la barriera dell’81% dei voti. Una valanga.
Per lo sfidante, Alessio Polidori, la corsa si ferma bruscamente a una percentuale che si attesta poco sopra il 15%. Numeri impietosi, che raccontano di una distanza siderale tra i due schieramenti e che trasformano lo spoglio in una lunghissima, e quasi noiosa, ratifica di un verdetto che il paese aveva evidentemente già scritto nella propria testa ben prima di entrare nella cabina elettorale.
La scure del voto (e non solo)
Mazzarella incassa il secondo mandato consecutivo con la forza di chi ha convinto la stragrande maggioranza dei suoi concittadini della bontà del percorso iniziato nel 2020. Cinque anni di amministrazione che l’elettorato ha deciso di blindare, consegnando al sindaco uscente una maggioranza schiacciante e, di fatto, azzerando sul nascere le velleità di cambiamento portate avanti dalla lista di Polidori.
Dietro il trionfo di Mazzarella c’è la fotografia di un piccolo comune della Tuscia che, in un momento di grandi scossoni politici a livello provinciale, sceglie l’usato sicuro. Nessun salto nel buio, nessuna voglia di sperimentare geometrie diverse.
Un’opposizione ai minimi termini
Per Alessio Polidori e i suoi la sconfitta è di quelle che bruciano, non tanto per l’esito – che in molti consideravano probabile – quanto per le proporzioni. Quel 15% scarso isola la minoranza in un angolo strettissimo del consiglio comunale, costringendola a un ruolo di pura testimonianza in un’aula dove la truppa del sindaco farà il bello e il cattivo tempo.
La sfida di Blera si chiude qui, con un verdetto chiarissimo. Nicola Mazzarella rimette la fascia tricolore sul petto forte di una legittimazione quasi totale. I motori a Piazza della Rocca si riaccendono subito, con la consapevolezza che, con questi numeri, governare sarà una passeggiata in discesa. O almeno, così sembra oggi.
















