Numeri impietosi, che raccontano di una distanza siderale tra i due schieramenti e che trasformano lo spoglio in una lunghissima, e quasi noiosa, ratifica di un verdetto che il paese aveva evidentemente già scritto nella propria testa ben prima di entrare nella cabina elettorale.

Il sindaco incassa, ringrazia e si rimette subito al lavoro. Con quasi l'ottanta per cento dei voti in tasca, la strada per i prossimi cinque anni è spianata, forte di una legittimazione popolare che dalle parti del Sacro Bosco si era vista raramente.
A Palazzo Gentili i giochi sono fatti, le liste sono depositate e la fotografia che ne emerge restituisce l'immagine di una Tuscia politicamente frantumata, dove il pragmatismo più spinto si mescola a calcoli prospettici che guardano già alle comunali del 2027. Tre blocchi, tre strategie diametralmente opposte, nessuna esclusione di colpi.
di Roberto Pomi



I dem viterbesi affrontano le provinciali piantando la bandiera al centro del campo.
di Roberto Pomi

Quando Machiavelli scende a Viterbo nei primi anni del Cinquecento, al seguito di quel pontefice formidabile e terribile che fu Giulio II della Rovere, la città non è un placido borgo papale. È un’arena.
di Romero

Nelle trame e nelle porosità dei suoi progetti più famosi nel mondo, gli occhi più attenti possono scorgere l'eco dei calanchi viterbesi, la verticalità delle rupi tufacee e il calore di quel sole che taglia a metà le piazze medievali della Tuscia.

Viale Colesanti diventerà una vetrina per l'artigianato artistico di qualità e il design, con spazi espositivi dedicati agli elementi d'arredo per esterni, ceramiche d’autore, gioielli che richiamano le forme della natura, tessuti naturali, fino a banchi di spezie pregiate e tè selezionati.
di redazione

Qui non troverete le patinature rassicuranti dell'industria, né i pixel senz'anima della dilagante Intelligenza Artificiale. No, diamine! Questo è un film fisico, materico, direi quasi tattile.
di redazione

















