La modifica all'assetto viario, introdotta per snellire il traffico e migliorare la sicurezza di una delle arterie più trafficate del quartiere, sembra aver mancato l'obiettivo di partenza a causa di quella che molti definiscono una falsa partenza organizzativa. Il risultato? Automobilisti disorientati, manovre azzardate e ingorghi significativi proprio in prossimità dei nodi più critici.
di redazione

Il lancio viene attuato da ignoti, fantasmi che colpiscono nell’ombra e poi spariscono nei vicoli o dietro gli angoli delle strade. I tre automobilisti viterbesi finiti nel mirino, fortunatamente, hanno avuto la freddezza dei veterani.
di Roberto Pomi

Per dinamica, rapidità e capacità di movimento, le modalità esecutive fanno fortemente pensare all’azione di una banda di rom specializzata in questo genere di incursioni "toccata e fuga".

Dopo la diffusione della relazione inviata in Prefettura dai referenti del progetto, le diverse letture emerse sulla stampa locale rischiavano di trasformare un'iniziativa civica nell'ennesimo terreno di scontro politico.

In un contesto in cui le promesse di maggiore sicurezza da parte delle istituzioni restano in gran parte inascoltate, i cittadini di San Martino al Cimino e di Tobia hanno deciso di accogliere il mio invito all'iniziativa e quindi di prendere in mano la situazione. La nostra strategia? Essere gli "occhi e le telecamere viventi" della comunità.


È la nuova misura varata dalla Regione Lazio e presentata ufficialmente dall'assessore allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli, in un incontro a cui ha preso parte anche Michael Del Moro, presidente di Confartigianato Lazio e Confartigianato Imprese Viterbo.
di redazione

“Vogliamo affiancare le imprese per migliorare nel campo dell’innovazione e della digitalizzazione – spiega il segretario della Cna, Attilio Lupidi – sostenendole con attività personalizzate di analisi, consulenza e supporto operativo”.
di redazione

I Cimini feriti interrogano, ancora una volta, la coscienza di un territorio. Resta l'amarezza per un patrimonio boschivo sfregiato alle porte dell'estate, e restano da accertare le cause. Ma resta, soprattutto, la gratitudine per quegli uomini che, mentre gli altri si godevano il sabato pomeriggio, erano lì a sputare fumo per salvare la montagna di tutti.
di Roberto Pomi

Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

















