Tutto inizia con una terribile telefonata a una signora di ottanta anni. Il motivo dichiarato della chiamata, fingendo di essere il nipote della vittima, è un guaio legale in cui sarebbe incappata la madre (figlia della vittima).
di redazione

Tre sono le parole che mi guidano: consapevolezza, identità e pianificazione. Serve sempre promozione e comunicazione ma anche per quello serviranno giovani che ci facciano vedere come si fa. Avanti tutta, no polemiche. La macchina che si guida da sola arriva comunque.

Il mezzo probabilmente era stato rubato, per questo dopo l'incidente è stato lasciato sul posto. Attivo un servizio alternativo di trasporto su gomma dei passeggeri. Rfi stima per le 15 la riapertura del collegamento e il ritorno alla normalità per la circolazione ferroviaria.
di redazione

Abbiamo ascoltato con emozione il racconto del professor Vannini, che ci ha raccontato quel fuoco che ha distrutto il lavoro di una vita. Una ferita ma anche un punto di ripartenza. Tantissimi messaggi di solidarietà che ricordano come l'Università non sia sola.

Carissimo Magnifico Rettore Ubertini, fai un regalo alla città come tuo ultimo atto?

Il primo premio della sezione narrativa è stato assegnato al libro “Gli invisibili di San Zeno” (Mondadori Editore) di Alessandro Maurizi, ispirato alla storia vera di Federico Giorio, giovane procuratore legale, che nell’Italia di fine Ottocento denunciò la corruzione e gli abusi di potere nella pubblica sicurezza.
di redazione

Così Matteucci, l'uomo che ha "resuscitato" uno dei carnevali più antichi d'Italia e che ha fatto un lavoro che forse non tutti hanno capito, ha dimostrato di avere cuore ma anche cervello. La decisione degli uomini e delle donne del Carnevale Viterbese è potente.

L’obiettivo di questa raccolta fondi è contribuire concretamente alla ricostruzione della Facoltà di Agraria, supportare il ripristino delle attività e permettere a studenti, ricercatori e docenti di tornare presto a costruire sapere, innovazione e futuro.

Tre colori, tre situazioni completamente diverse. Ecco cosa abbiamo scelto questa settimana per dare vita al "Semaforo de La Fune".
di Roberto Pomi

In un tranquillo giovedì pomeriggio, quello appena trascorso del 5 giugno, ci siamo recati al parco di via Carlo Cattaneo. Perché qui? Perché da tempo segnaliamo la presenza di persone che passano ore e ore a bere birra e fumare sigarette (spesso non solo) a poca distanza dai bambini che giocano.

















