
VITERBO – Ci sono luoghi che non sono semplicemente muri, laboratori o aule. Sono identità. Storia. Memoria. E soprattutto famiglia. Per tutti, a Viterbo, è e resterà “la Facoltà di Agraria”.
Anche se oggi, tecnicamente, le facoltà non esistono più. Dipartimenti, così si chiamano. Ma quel nome, “Agraria”, è il nome del cuore, quello che ognuno porta dentro da studente, da ex studente, da viterbese. Ed è proprio lì, in quel luogo simbolico, che il fuoco ha colpito. Non solo una struttura, non solo dei locali: ha colpito una parte dell’anima della città.
A raccontarcelo è Andrea Vannini, professore del DIBAF – Dipartimento per l’Innovazione nei Sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali. Primo laureato dell’Università della Tuscia, con alle spalle un curriculum che lo ha portato in America per poi farlo tornare a casa. Ma oggi, più che docente, ci parla da uomo ferito, con la voce spezzata di chi ha perso anni e anni di lavoro, e insieme a lui l’intera comunità universitaria.
Il suo laboratorio è stato completamente distrutto. Le fiamme hanno divorato strumenti sofisticati, macchinari preziosi, materiali di ricerca dal valore di centinaia di migliaia di euro. Ma il vero danno, quello che non si può quantificare, è un altro: sono i dati perduti, le prove, i progetti, i sogni. È l’impegno quotidiano di docenti e studenti andato in fumo. È una storia cancellata in poche ore.
“Non ero lì quando è successo” ci racconta il professore. “Ma appena ho visto ciò che restava, ho sentito dentro un vuoto difficile da raccontare”.
Eppure, nel buio, si è accesa una luce. Forte, calda, umana. Subito è arrivata una mobilitazione senza precedenti. Il Rettore e il corpo docente si sono riuniti oggi per gettare le basi della ripartenza. Ma ancora prima della burocrazia, è arrivata l’anima di Viterbo. Gli organizzatori del Carnevale viterbese hanno deciso di rinunciare ai propri finanziamenti per donarli al Dipartimento.
Un gesto di rara bellezza, di quelli che non si dimenticano. E accanto a loro, Paolo Bianchini e Michele Schirripa hanno raccolto l’appello di una comunità, organizzando un momento pubblico per dire: “Non sarai mai sola” Martedì 10 giugno, alle ore 18:00, al Palazzo dei Papi, si terrà un incontro aperto a tutti. Un momento di condivisione, di gratitudine, di speranza. Un’occasione per stringersi attorno a chi ha perso tutto e sta già cercando di ricostruire.
Perché quella che tutti chiamano ancora “la Facoltà di Agraria” non è solo un edificio. È un cuore pulsante.
Che cosa spera per domani? “Che tutto possa riprendere il prima possibile. I laboratori e le analisi non possono aspettare troppo tempo. È il seme da cui sono germogliate generazioni. Ed è nostro dovere proteggerla, custodirla, ricostruirla. Ma deve farci pensare tutto questo. Nella tragedia, è commovente ciò che sta accadendo in queste ore. Il mondo intero ci manda messaggi di solidarietà e questo ci fa pensare quanto sia importante la nostra Università”.
E noi ci saremo. Perché quando brucia qualcosa di prezioso, ci si stringe più forte. E si riparte. Insieme.


















