'Non sarai mai sola', ecco come donare per Unitus sulla piattaforma Gofundme: obiettivo 100mila euro
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L’obiettivo di questa raccolta fondi è contribuire concretamente alla ricostruzione della Facoltà di Agraria, supportare il ripristino delle attività e permettere a studenti, ricercatori e docenti di tornare presto a costruire sapere, innovazione e futuro.

VITERBO – “È il momento di restituire quello che abbiamo ricevuto. Di dire con forza: “Non sarai mai sola, Unitus”. Con questo motto ristoratori, agronomi, enologi, imprenditori agricoli, professionisti della terra e del cibo del territorio hanno lanciato l’appuntamento di martedì 10 giugno (ore 18) a Palazzo Papale. Ma non c’è solo quell’evento, infatti in queste ore è stata lanciata anche una raccolta fondi: obiettivo 100mila euro.

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E’ stata attivata sulla piattaforma Gofundme. Ecco il testo del mission della campagna: “La Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia ha rappresentato – e rappresenta tuttora – il cuore pulsante della formazione, della ricerca e dell’innovazione nel mondo enogastronomico e agroalimentare del Viterbese.

Agronomi, enologi, imprenditori agricoli, professionisti della terra e del cibo: gran parte di coloro con cui collaboriamo ogni giorno hanno mosso i primi passi, studiato, sperimentato e sognato proprio tra quelle aule, quei campi sperimentali, quei laboratori.

Oggi, a seguito di un evento devastante, l’Università ha subito danni gravissimi: strutture compromesse, materiali andati perduti, attività didattiche e di ricerca bruscamente interrotte. Un danno non solo economico, ma culturale e umano.

Noi, come comunità che ha ricevuto tanto da questa istituzione, sentiamo il dovere di esserci. È il momento di restituire quello che abbiamo ricevuto. Di dire con forza: “Non sarai mai sola, Unitus.”

L’obiettivo di questa raccolta fondi è contribuire concretamente alla ricostruzione della Facoltà di Agraria, supportare il ripristino delle attività e permettere a studenti, ricercatori e docenti di tornare presto a costruire sapere, innovazione e futuro. Ogni donazione, anche la più piccola, è un gesto di vicinanza.  Un segno che questa università non è sola. Un passo per farla rinascere”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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