
IL CORNER DEL PROFESSORE – Si chiama Waymo, si ordina con una app. Arriva, entri dentro e ti porta a destinazione. È guidato da un computer connesso con internet. Quando in California mi passa vicino una macchina che si guida da sola ho sempre un attimo di apprensione. Invece mia figlia, 17 anni, americana e completamente inserita nella vita statunitense, mentre era al telefono in video chiamata con me in Italia, intorno alle 23:30 ora locale, è entrata in un Waymo che in pochi minuti l’ha portata a casa. A suo dire sarebbe meglio se tutte le macchine fossero guidate dai computer, gli incidenti sparirebbero.
Aggiungo che ero tranquillo non entrasse in macchina con uno sconosciuto che potrebbe avere avuto pessime intenzioni. Nella città che tengo stretta al cuore non ci sono macchine che si guidano da sole. Ci sono le polemiche. Quelle sul fare e sul non fare, quelle sull’erba e quelle su chi ha parlato per primo di un progetto mai realizzato.
Non ci sono mai quelle sulla differenza tra bravo o bravissimo per qualcuno che ha fatto qualcosa di bello. Parlando con un mio nemico social, ho provato a motivare i miei post e le mi azioni con il voler “concentrarmi sul bello”. Mi sembra non essere in grado di spiegare la mia posizione. Ci riprovo.
Chi decide di vivere di polemica, di astio e di inutili negatività, di fatto si ferma e impedisce alla città di crescere, cambiare, confrontarsi col tempo che scappa. Chi si ferma va indietro. Le polemiche sono inutili, tanto più su qualcosa di approvato, deciso o addirittura realizzato. Pensate al futuro. Certo, cerchiamo di evitare sbagli nei giorni a venire ma guardate avanti, non indietro. Il potere supremo è il voto. La libertà massima è decidere o meno di partecipare.
Se volete la stima, l’apprezzamento e il rispetto, almeno il mio, non criticate, non vi lanciate in polemiche, non ditemi cosa pensate, ditemi che avete fatto. Ma domani è un altro giorno e si riparte. Si possono fare tante cose. Se proprio vi scappa di criticare, fate però vedere come si fa quello che ritenete fatto male. In altre parole, prima esempio poi critica. E il centro storico di Viterbo?
Non lo aggiusto di certo io con le mie chiacchiere. Ma neanche voi con le inutili critiche o polemiche. Dobbiamo creare le condizioni sia con un calendario di eventi che con una consapevolezza diversa. Dobbiamo caratterizzare vie e angoli in modo da dare loro una identità. Faccio qualche esempio: Via Saffi deve essere la via degli artisti, verrebbero da lontano a visitarla. Via Cavour della moda, serve un punto di riferimento da quando il corso ha perso la sua centralità.
Visti gli imminenti lanci delle attività che fanno capo ad Eleonora Bonucci nella zona di piazza delle Erbe, via Roma deve diventare la via del cibo. Tavolini ovunque e gente che si ferma a prendere il caffè, il panino, il gelato, lo yogurt o quello he vogliono. Ovviamente no traffico. Servono giovani che ci credono, rischiando un po’ e facendoci pensare in modo diverso. Serve imprenditoria e voglia di stare aperti la domenica. Credo che il quartiere medievale sia a posto. Bravi a chi ci ha creduto e investito.
Tre sono le parole che mi guidano: consapevolezza, identità e pianificazione. Serve sempre promozione e comunicazione ma anche per quello serviranno giovani che ci facciano vedere come si fa. Avanti tutta, no polemiche. La macchina che si guida da sola arriva comunque.


















