
VITERBO – Da tempo questo giornale chiede alla sindaca Chiara Frontini un’ordinanza mirata a portare il decoro nei parchi pubblici della città, vista una certa emergenza dovuta a un’escalation di comportamenti squalificati e scorretti verso il pubblico decoro e potenzialmente anche verso la pubblica incolumità. Non sappiamo se riusciremo “a spuntarla” ma la riteniamo una “battaglia” giusta per tante famiglie e in generale per la città di Viterbo. Quindi persevereremo fino a quando non porteremo a casa il risultato e lo faremo cercando di “monitorare” i parchi cittadini e raccontandovi, quando accadono, le scene più penose di cui riusciremo a essere testimoni.
In un tranquillo giovedì pomeriggio, quello appena trascorso del 5 giugno, ci siamo recati al parco di via Carlo Cattaneo. Perché qui? Perché da tempo segnaliamo la presenza di persone che passano ore e ore a bere birra e fumare sigarette (spesso non solo) a poca distanza dai bambini che giocano. Siamo nello stesso parco, per intenderci, dove settimane fa venne arrestata una donna che stava tranquillamente spacciando a pochi metri dalle scuole.
Seduti su una panchina ci siamo messi a osservare. I classici giochi rotti, bottiglie di birra e di plastica a terra ma erba tagliata (grazie Panzer, almeno sull’erba confidiamo in te). Poi dei bambini iniziano a vociare indicando una panchina. Commenti che non riproponiamo perché non è il caso. Guardiamo e troviamo due persone: un uomo e una donna. Una cinquantina d’anni, forse più. Lui intento “a ravanare” dentro la camicetta di lei e pronto a vincere la sfida “del bacio più lungo in apnea”. E giù i bambini a commentare.
C’è qualcosa di strano in loro e non parliamo dei baci e di altro. Non ci piace il bigottismo. Effettivamente le bottiglie di birra sotto la loro panchina non sono poche. Ma non abbiamo certezza siano le loro. Poi scoppia la lite. Lui vuole guardare il cellulare di lei, lei non gradisce. Parlano, alzano la voce, sbiascicano. Sono chiaramente ubriachi entrambi.
Ma la prova del nove arriva quando lei si alza e dice che deve andare a casa, sempre urlando. Un passo, due passi e non riesce a centrare il terzo che rovina a terra. Su un’altra panchina una coppia di anziani. Persone distinte, composte. Lui si alza per soccorrere la persona caduta ma viene stoppato da uno strillo sbiascicato e impastato: “Fermo, non la devi toccare!”. La moglie lo prende per il braccio e se ne vanno.
Così l’uomo ubriaco si avvicina alla donna ubriaca e fa per raccoglierla ma cade anche lui. Tutti guardano ma nessuno interviene, ovviamente. Rotolano per un po’, fanno diversi tentativi e poi riescono nell’impresa e se ne vanno. Tutto a pochi metri dai bambini che giocano.


















