
IL CORNER DEL PROFESSORE – L’incendio alla facoltà di Agraria di Unitus, che ha traumatizzato tutti, è stato come un sonoro schiaffo in faccia o un pugno nelle stomaco per una città normalmente votata a polemiche sterili.
Impensabile, drammatico ma per fortuna senza danni alle persone. Mi dispiace molto, vorrei che questo non avvenisse né nella città che tengo stretta al cuore né altrove. Quando anche io sono frustrato da burocrazia e leggi complicate debbo ricordare che sono fatti a posta per non far succedere questo genere di cose. Proviamo a prendere il meglio comunque?
Cerco con tutto me stesso di trovare speranza anche in vicende tristissime come questa. Perché non pensarla come un’opportunità? Ci provo anche rischiando di passare per insensibile. Ma sono dalla parte di Viterbo e debbo provare. Da sempre due enormi entità vivono ai margini della vita della città: le forze armate e l’università. Secondo me riserve infinite di energia e potenzialità.
Questo incendio potrebbe essere l’inizio di una vera sinergia tra l’università e la città di Viterbo. Non con la politica, che fino a ieri guardava con timore reverenziale l’università. Parlo della città che soffre flussi mondiali e problemi profondi. A parte l’erba e le buche di cui tutti vogliono lamentarsi, un altro facile bersaglio della polemica è il centro storico.
Dopo la tempesta perfetta dell’incendio, si crea una vera possibilità perché l’università aiuti la città e migliori se stessa puntando sul centro storico: perché non usare uno dei tanti palazzi vuoti del centro per la nuova sede di Agraria? Tra le tante scelte propongo la ex Banca d’Italia per 10.000 motivi. L’università se la può permettere. Sarebbe una delle più belle facoltà del mondo. Ci sarebbe posto per tutto.
Sarebbe meraviglioso vedere ragazzi da tutto il mondo passeggiare in attesa della prossima lezione a via Marconi. Nel raggio di 200 metri tutti ne beneficerebbero. L’università, con atto chiaro e perentorio, affermerebbe la propria dedizione alla città ed il suo centro storico.
È chiaro, i professori dovrebbero parcheggiare fuori dalle mura o al Sacrario. Poco male,… no benissimo. Prima di essere professori non sono
educatori? Non dobbiamo andare verso un mondo sempre più consapevole e green? Carissimo Magnifico Rettore Ubertini, fai un regalo alla città come tuo ultimo atto?

















