Il Carnevale Viterbese dona i suoi fondi per l'edizione estiva all'Unitus: "Non si può ballare sulle ferite"
Matteucci
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Così Matteucci, l'uomo che ha "resuscitato" uno dei carnevali più antichi d'Italia e che ha fatto un lavoro che forse non tutti hanno capito, ha dimostrato di avere cuore ma anche cervello. La decisione degli uomini e delle donne del Carnevale Viterbese è potente.

VITERBO – “Non si puo’ ballare sulle ferite”. Lucio Matteucci l’ha rimessa in campo così, stamattina in sala d’Ercole. Indetta una conferenza stampa per dire che non sarà fatto il Carnevale Viterbese, nella sua versione estiva in programma per il 27 di giugno.

“Destineremo tutti i nostri fondi ai laboratori colpiti dall’incendio – ha continuato Matteucci (presidente del consiglio organizzativo del Carnevale) e ringraziamo tutti gli imprenditori che si sono spesi e si stanno spendendo per questa causa, non dobbiamo andare come città in ordine sparso ma in una direzione comune”.

Così Matteucci, l’uomo che ha “resuscitato” uno dei carnevali più antichi d’Italia e che ha fatto un lavoro che forse non tutti hanno capito, ha dimostrato di avere cuore ma anche cervello. La decisione degli uomini e delle donne del Carnevale Viterbese è potente. A pochi giorni dall’evento su cui stavano lavorando da mesi il passo indietro e la consegna di risorse all’Unitus, rappresentata dal professore Andrea Vannini (che proprio ieri abbiamo intervistato per La Fune).

“La ricerca deve ripartire in 15-20 giorni, non possiamo aspettare sei mesi – le parole del professore -“. Quindi i ringraziamenti a tutte le realtà, molte, che stanno raccogliendo fondi per una ripresa rapida di Agraria.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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