Piccole Note – Suonatina sul recente ballottaggio

Piccole Note – Suonatina sul recente ballottaggio

Una suonatina sul voto recentemente espresso dai viterbesi. Il nostro Lutor le ha volute dedicare a quanto accaduto nelle ultime ore, tra Arena, Ricci Ciambella e Sgarbi.

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di Lutor

 

DObbiamo iniziare obbligatoriamente il nostro piccolo concerto con le congratulazioni al nuovo Sindaco di Viterbo.
Il centrodestra (FI, FdI, Lega e Fondazione) vince e dopo cinque anni ritorna al governo della città con Giovanni Arena sindaco che deve ringraziare non solo il suo santo, che si festeggiava proprio domenica, ma soprattutto Elpidio Micci e Grotte S. Stefano. Infatti non solo non c’è stato l’exploit al primo turno, ma c’è stata tanta paura per i voti
accumulati da Chiara Frontini; la differenza è stata veramente irrisoria e se si tiene conto della massiccia
coalizione che sosteneva Arena, senz’altro molto più sostanziosa di quella della Frontini, non c’è da esultare granché.

REsta fermo il fatto che, differenza piccola o grande che sia, Arena è il nuovo Sindaco di Viterbo e si prende in
consegna una città ridotta all’osso dalla precedente amministrazione. Quello che potrà fare, come lo farà e quando
lo farà, ancora non lo sappiamo, certo è che sarà un lavoro difficile vuoi per il tanto da fare, vuoi perché troveremo
una Regione in contrasto politico con il Comune, vuoi perché negli ultimi tempi della campagna elettorale, la vecchia
Giunta ha esaurito tutti i fondi per dimostrare al “volgo” di aver fatto qualcosa. Per fortuna che il “volgo” si era
emancipato, si era svegliato a causa del silenzio assordante del non fare nulla della vecchia amministrazione e l’ha
punita come meritava.

MI fa senz’altro piacere la vittoria di Arena, ma con tutta sincerità avrei preferito un sindaco donna (ad eccezione
della Ciambella, troppo legata al cordone ombelicale fioroniano). Questo perché a me non piacciono gli estremi
(destra o sinistra per me pari sono), ma anche perché le donne ormai stanno dimostrando maggiore decisionismo e
autonomia di noi uomini più tranquilli e soprattutto paurosi delle conseguenze che potrebbero causare le nostre
decisioni. Un amico mi diceva che per le donne, se sbagliano, è più difficile ammetterlo, può darsi, ma per me
l’importante è darsi da fare, partire, lavorare e se si sbaglia c’è sempre il modo di correggere l’errore.

FA impressione, perlomeno a me, vedere in Consiglio comunale ancora il Ricci e la Ciambella. Sono due persone che
non meritavano di essere presenti, hanno contribuito in maniera determinante al poco fatto, con un sindaco ottimo
vivaista, ma solo per le piante, certamente non per le strade a esempio e troppo legato ad un carrozzone che
faceva acqua da tempo. Mi immagino il Ricci all’opposizione che dirà “Noi abbiamo chiuso il centro storico”, bella
cavolata; “Noi abbiamo messo i segnalatori di parcheggio”, quasi mai funzionanti; “Noi abbiamo installato gli
ascensori a Faul”, plus Marini. Poi si dirà dell’esposizione milanese della Macchina di S. Rosa, poi via Cairoli rifatta e
tutte le piccolezze fatte nei pochi mesi prima delle elezioni compresa la pratica del campo sportivo del Pilastro
giacente da mesi e per la quale, se Arena non si darà da fare, vedremo la fine quando il campionato per la Viterbese
starà finendo.

SOLamente Sgarbi riesce a farmi essere un doppione. Mi spiego: a volte applaudo alle cose buone, o quanto meno
che io ritengo buone, che lui dice e che fa; altre volte mi fa veramente incavolare per le fregnacce che escono dalla
bocca senza prima collegarla al cervello. Porto un esempio che mi ha fatto rabbia: ha dichiarato il Sindaco di Sutri che è contro il raddoppio della Cassia in quanto a Sutri ci si deve recare lentamente, con calma. Mi domando: “Ma
perché, egregio onorevole, non pensi alle decine di persone che vanno e vengono tutti i giorni da Roma a Viterbo o
in altri paesi della provincia per lavoro o anche a tutti quelli che della tua Sutri se ne fregano e vogliono andare da
un’altra parte. Ti sei informato prima di dire questa grossa cavolata sugli incidenti tra Roma e Sutri per la Cassia ormai divenuta si e no una strada comunale? Ti sei mai informato delle ore di attesa per chi ritorna stanco da Roma a causa delle file che si formano per incidenti o lavori? Collegalo il cervello, ragiona e non dire stronzate”.

LA giornata della Legalità di cui ho parlato nelle precedenti “Piccole note” mi è ritornata in mente quando mi è
arrivato un WhatsApp con il quale mi si ricordava che il 23 giugno era la festa degli abbracci e che il 26 sarebbe stata
la Giornata internazionale del cane in ufficio. Ho pensato alla differenza e poi, vinto dalla curiosità, sono andato a
cercare su Internet le Giornate Internazionali. Mi sono spaventato e di getto volevo fare un elenco da sottoporre ai
miei lettori; ho immaginato il Direttore Pomi che mi sparava a palla e voi lettori che troncavate la lettura dopo poche
righe. Sono appena 193 le Giornate Internazionali, più 28 quelle italiane. Comunque quello che spaventa di più è che
accanto a Giornate importanti come quelle della Memoria, della Giustizia Sociale, del Malato, della Lotta contro il
cancro e via dicendo ci sono giornate appena passabili come ad esempio quella delle rane, quella del tapiro,
insomma ci sono tutti gli animali e quindi, torno a ripetere, anche se passabili mi sembrano eccessive considerato
che per ben due volte esiste la giornata degli animali (4/10 e 10/12) e c’è anche quella della fauna selvatica (3/3);
pertanto sono tutti compresi. Poi esistono giornate (le scrivo minuscole) ridicole: tra le tante c’è quella delle torte,
quella della felicità, del sonno, dello yoga, della pace interiore, della carbonara (buonissima senz’altro), della risata,
del bacio, della pasta, della giocoleria, dei bloggers, della nutella, del gabinetto (nel mondo una persona su 3 non ha
un wc – Corriere della Sera), dell’orgasmo (dovrebbe essere un qualcosa di collettivo che avviene nella notte tra il 21
e il 22/12), quella del cane in ufficio, come dicevo prima e anche quella del backup che dovrebbe servire a tutti noi
per ricordarci di salvare quanto scriviamo.

SI chiude il concerto e appare giusto fare delle precisazioni. Fino ad ora mi sono permesso, naturalmente senza che
qualcuno ascoltasse, di stigmatizzare la precedente amministrazione per le cose non fatte e per il modo di amministrare una città, la mia città. Che non venga in mente a nessuno che, per l’avvenuto cambio di colore, io me
ne stia zitto nel futuro; certo aspetterò il naturale rodaggio, ma poi, se tutto procede come fino ad ora, ricomincerò a
suonare le mie piccole note con la speranza di avere interlocutori dall’orecchio più sensibile.