L’alfabeto di Santa Rosa – La top ten

L’alfabeto di Santa Rosa – La top ten

Un alfabeto per raccontare in dieci lettere questi giorni della festa di Santa Rosa. Il Trasporto e i suoi protagonisti raccontato in pillole.

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A come “attesa” ma anche come “accapezzate il ciuffo e fermi”. Che detta così sembra una frase strana ma quando la senti urlare dal capofacchino Sandro Rossi ti spettini. Anche se i capelli non li hai. A come Ascenzi Raffaele e la sua prima creatura che ha segnato la storia del Trasporto: Ali di Luce. A come “anno dopo anno tutto è ancora qui”, a regalare il sogno. A di “Santa Rosa avanti!”, il comando che fa uscire la Macchina “dal cappannone” di San Sisto. A come applausi, meritati.

C di “ciuffo”. Oggetto in cuoio per evitare che il peso della Macchina crei troppi problemi ai Facchini che le stanno sotto. Il ciuffo è un ruolo ambito tra i Facchini. Lo si conquista con l’esperienza ed è un mito tutto viterbese.

F come “Facchini”. I protagonisti, quelli che dal primo “Sollevate e Fermi” all’uscita fuori davanti alla basilica avranno gli occhi di tutta la città su di loro. E anche il cuore di tutti i viterbesi sarà con loro e anche lo stupore dei turisti. Forza, dateje!

G di “Gloria”. La Macchina che non ha diviso, che è piaciuta a tutti. Quella pensata da un Facchino, come Raffaele Ascenzi, per i Facchini. Pensante all’occhio, imponente. Una vera torre che è un piacere portare a danzare tra i tetti del centro storico. Porta con lei, nelle vasche della base, anche le preghiere dei viterbesi. Questo rende il Trasporto ancora più speciale, ancora più umano e divino allo stesso tempo.

M come “Monastero di Santa Rosa”. Da quest’anno abbattute le barriere architettoniche. Un bel segnale che speriamo produca emulazioni in tutta la città.

M2 di “Museo delle Macchine”. Il grande assente, l’idea complicata che però sarebbe tanto utile. Anche per valorizzare il titolo Unesco e costruire un’immagine di Viterbo come città turistica.

R come “Rosa”. Il cuore di Viterbo. Il luogo dell’ultima parola, dell’ultimo consiglio, dell’ultima raccomandazione per tanti viterbesi. Una vicinanza, una fratellanza, una storia, un’amica.

S di Sodalizio. Il cuore, la testa, la forza e la bellezza di una tradizione. Il centro della festa, subito sotto la Santa. Il Sodalizio è oggi una cosa grande per Viterbo, una cosa che “fa innamorà” questa città. Dovrà sapersi difendere questo Sodalizio, perché quando le cose diventano grandi c’è sempre qualcuno che mira a sfasciarle. Rimanete uniti, ve lo auguriamo. Godetevi questo giorno e grazie.

T come “tecnologia”. Non s’era mai visto un fiorire così intenso di app. Direbbe Razzi: “Fetevela un’app tutta vostra”. A breve Viterbo vincerà il titolo di città con più app dedicate del mondo. So soddisfazioni…

V come “Volo d’Angeli”. Nel 1967 il fermo in via Cavour, davanti alla Provincia. Quest’anno la mitica Macchina di Zucchi torna nella memoria e nella ritualità del Trasporto. Nel momento del passaggio nel punto esatto in cui Volo d’Angeli si fermò Gloria si spegnerà. Un ricordo toccante.

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