Mecarini, "Siamo tutti facchini, anche i bambini e i ragazzi che portano le Macchine dei quartieri"
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SPECIALE SANTA ROSA - Superare i termini di "Minimacchina" e "minifacchino", un'idea che il Sodalizio coltiva da tempo. A esprimere la posizione è il presidente Massimo Mecarini.

SPECIALE SANTA ROSA – Superare i termini di “Minimacchina” e “minifacchino”, un’idea che il Sodalizio coltiva da tempo. A esprimere la posizione è il presidente Massimo Mecarini che utilizza parole di grande apprezzamento per il lavoro straordinario svolto ogni anno dai Comitati organizzatori delle Macchine dei quartieri.

“Da quando sono presidente del Sodalizio ho espresso un concetto semplice e che dice che non mi piace il prefisso “mini” né davanti alla parola “facchini” né davanti alla parola “Macchine”. Questo perché i ragazzini, i bambini e da quest’anno anche le ragazze hanno la nostra stessa fede, la nostra stessa divisa, la nostra stessa passione e il nostro stesso cuore. Praticamente non c’è differenza – così Mecarini -.

La divisa è la nostra perché, sin dai tempi di Nello, abbiamo concesso l’onore e l’onere di sfilare con la nostra divisa, il nostro stessa e il nostro logo. Non ci sono differenze. Stesso discorso sulle Macchine. Sono alte minimo cinque metri e settanta, dobbiamo considerare che i Ceri di Gubbio e i Candelieri di Sassari che stanno con noi nella Rete delle Macchine a Spalla non sono più alte di quattro-cinque metri. 

Da tanti anni vogliamo questa cosa che sappia innovare la tradizione. Il prefisso “mini” non mi è mai piaciuto, è riduttivo. Piano piano, con il tempo, riusciremo insieme agli amici dei comitati, a chiamare tutti “facchini” e tutte le Macchine “Macchine”. Quelle sono le Macchine dei quartieri e chiamarle così non toglierebbe niente a nessuno. Un’operazione che come Sodalizio saremmo felici di coordinare, insieme ai Comitati”.

 

 

 

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