Lo smontaggio di Gloria lunedì 18 settembre, sabato 9 "pennette sotto la Macchina"

SPECIALE SANTA ROSA - Lo smontaggio di Gloria, l'ultimo della sua storia, è stato fissato per lunedì 18 settembre. La Macchina di Raffaele Ascenzi, entrata nel cuore dei viterbesi, ha vissuto lo scorso tre settembre il suo ultimo Trasporto.
SPECIALE SANTA ROSA – Lo smontaggio di Gloria, l’ultimo della sua storia, è stato fissato per lunedì 18 settembre. La Macchina di Raffaele Ascenzi, entrata nel cuore dei viterbesi, ha vissuto lo scorso tre settembre il suo ultimo Trasporto.
Sabato 9 settembre i costruttori Fiorillo offrono il classico “pennette sotto la Macchina”, che quest’anno saranno mezzemaniche all’amatriciana. Alla serata partecipano con l’offerta del vino il Red Rose Cafè bar di San Sisto, Bontà della Tuscia penserà al dolce e Gedap al caffè.
Un congedo dalla città e dai viterbesi da ricordare.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















