L’alfabeto de La Fune – La top ten

L’alfabeto de La Fune – La top ten

Dall'Arcionello al consiglio straordinario disertato dalla maggioranza, passando per la boria la batosta e i numeri. Un alfabeto particolarmente intrigante. Non perdetelo.

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A come “Arcionello”. Tutti se lo erano dimenticato e ora i Cinque Stelle lo riscoprono per un sospetto ritorno del cemento. La domanda sorge spontanea: ma il tanto decantato parco che fine ha fatto? Ennesima promessa da politici, anzi: politicanti. 

B come “boria”. Ne circola abbastanza in diversi ambienti della città. Vale il detto evangelico: “Perché guardi la pagliuzza nell’occhio del fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo?”. Pace e bene. 

B2 come “batosta”. Quella incassata dal Pd al voto di domenica scorsa resterà storica. Si raccomanda moderazione per il futuro, magari anche riformismo. 

C di “consiglio straordinario”. La maggioranza ha preferito liquidarlo con una conferenza stampa e non presentarsi. Viviamo strani giorni: democrazia creativa. Tremonti con la sua finanza fu solo un dilettante.

C2 come “Civita di Bagnoregio”. E’ stata una settimana davvero straordinaria, tutti ne parlano. Anche in diverse parti del mondo. Applausi.

E di Egidi Andrea. Sua la frase cult della settimana: “O torniamo a essere il Pd o siamo destinati a fare una brutta fine”. Chissà se sarà profeta “del suo popolo” o Cassandra?

N come “numeri”. Leonardo Michelini non li ha più, almeno per affrontare il consiglio comunale in prima convocazione. Vivremo mesi “sospesi”. 

P come “porte storiche della città”. Abbiamo fatto un lungo viaggio per accendere i riflettori sul degrado di quelle che rappresentano dei biglietti da visita della città. La domanda è: qualcuno a Palazzo dei Priori avrà letto? Forse sono troppo impegnati a fare i conti…

R di “rifiuti”. L’incendio di Casale Bussi ha creato non pochi problemi e odori nauseabondi in diversi quartieri della città. Per diversi giorni i rifiuti indifferenziati si sono accumulati e l’informazione ai cittadini è stata pari a zero. Grazie Viterbo Ambiente.

T come “Teatro Unione”, questa settimana la riconsegna alla città ma è buio pesto sul futuro. Circolano indiscrezioni di un possibile affidamento diretto a un soggetto esterno al capoluogo, che taglierebbe fuori il tessuto locale che invece sperava di poter giocare un ruolo nella rinascita dell’importante struttura. Si prevede tempesta.

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