
Il bilancio consuntivo 2014 e quello zero nelle entrate da fondi comunitari. Fondi che il comune di Viterbo non cerca e non è capace di cercare. Dall’Europa potrebbe arrivare quella boccata di ossigeno per l’economia locale che cancellerebbe con un soffio tante difficoltà di cassa. I bandi europei sono una di quelle risorse che un Comune può sfruttare, vedi fondi del Plus, arrivati dall’Europa tramite la Regione Lazio. Ma vedi anche i quasi 2 milioni di euro ottenuti dall’ente che organizza Quartieri dell’Arte (leggi qui) recentemente. Nel bilancio consuntivo 2014 appena approvato dal Consiglio comunale (qui), nella voce delle entrate figurava uno zero che pesava come un macigno e che è emblematico di cosa sia Viterbo: la città dal potenziale eternamente non sfruttato.
A mettere il dito nella piaga l’altro ieri è stata la consigliera di Viterbo2020 Chiara Frontini che durante il suo intervento in Consiglio ha proprio evidenziato questo fatto. “In questo comune si rinviano i pagamenti per 30 anni – ha detto riferendosi alla spalmatura del buco derivante da Talete – e non si è capaci a programmare. Lo dimostra lo zero nelle entrate dai fondi comunitari. Era un vostro cavallo di battaglia – ha proseguito – e invece non ci avete messo nessuno sforzo”. Chiara Frontini, tra l’altro, i progetti europei li scrive per professione e già all’epoca del suo mandato come assessore della Giunta Marini ne aveva coordinato qualcuno, ottenendo anche dei finanziamenti.
Sul tema è intervenuto su La Fune (qui) anche il capogruppo del Partito Democratico Francesco Serra che, tra le tante cose sulle quali ha insistito in questi giorni di verifica, ha messo la necessità di individuare, quasi a costo zero per l’amministrazione, delle professionalità a cui affidare la realizzazione di progetti per ottenere fondi dall’Europa. Ovviamente prima di scriverli e presentarli, però, serviranno delle idee vincenti. Che potranno arrivare solo dal confronto con le realtà attive del territorio.


















