Viterbese, domenica l'intitolazione della tribuna Pratogiardino a Stefano Camilli e della centrale a Giuseppe Mascolo
Stadio Rocchi
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Domenica, lassù nel vento del Rocchi, ci saranno anche Stefano e Peppe a soffiare sul pallone. E la loro gente non potrà deluderli.

VITERBO – Domenica prossima, in occasione della nuova partita casalinga della compagine gialloblù al Rocchi, la tribuna del Pratogiardino cesserà di essere un semplice settore per farsi tempio laico del tifo viterbese. Un battesimo doveroso e solenne, voluto dall’amministrazione comunale della sindaca Chiara Frontini, per riconsegnare ufficialmente ai fedelissimi uno spazio del cuore, prima ancora che una struttura architettonica.

E che battesimo! In quella stessa domenica venti settembre, la tribuna Pratogiardino verrà intitolata a Stefano Camilli, ragazzo e tifoso strappato troppo presto alla vita e al suo grande amore pallonaro, mentre il cuore pulsante della tribuna centrale prenderà il nome di Giuseppe Mascolo. Per tutti semplicemente Peppe, decano dei cronisti sportivi, arguto cantore delle gesta viterbesi, penna acuminata e cuore immensamente gialloblù.

«In occasione della partita in casa della Viterbese – sottolinea la sindaca Chiara Frontini – consegniamo e affidiamo la tribuna Pratogiardino ai tifosi gialloblu. Un risultato importante che permette di restituire uno spazio del cuore per la tifoseria, prima ancora che uno spazio fisico. Il prossimo 20 settembre, con l’intitolazione, ci dedicheremo un momento di memoria e riconoscimento per ricordare con affetto e gratitudine due persone, Stefano Camilli e Giuseppe Mascolo, che hanno contribuito a far crescere la passione e l’amore verso i colori della squadra».

Dunque, la Viterbese chiama a raccolta il suo popolo. Non solo per la battaglia sul rettangolo verde, ma per un rito collettivo che mescola il sudore del campo e la memoria imperitura di chi, sugli spalti o dietro a una macchina da scrivere, ha speso l’esistenza nel nome del leone rampante. Domenica, lassù nel vento del Rocchi, ci saranno anche Stefano e Peppe a soffiare sul pallone. E la loro gente non potrà deluderli.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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