
VIGNANELLO – C’è un modo di viaggiare che non prevede corse, né mappe digitali che ti guidano senza farti guardare attorno. È quello della “passeggiata-racconto”. Un cammino lento, dove il passo si fa battito del cuore e le pietre dei borghi smettono di essere solo architettura per diventare, finalmente, memoria. Sabato 18 e domenica 19 luglio, questo cammino fa tappa a Vignanello con l’appuntamento “Vignanello: Sapore antico di terre e luce”.
Siamo al quarto atto di quel “Viaggio nel territorio attraverso le tradizioni” che sta attraversando, come un filo rosso, i castelli e i parchi dei Cimini. Un progetto della Comunità Montana, sostenuto dalla Regione Lazio, che ha trovato nell’Associazione “Il Fascino del Passato” il partner ideale per dare sostanza a una visione: quella di un territorio che non si accontenta di essere visitato, ma che vuole essere compreso.
A guidare questo viaggio tra vicoli e storia c’è Marco Rossi. L’attore e Narratore di Comunità dell’Unitus non è un semplice cicerone; è un tessitore di storie. Con lui si andrà indietro nel tempo, lì dove il nome di Vignanello si fa mito, dove il castello diviene dimora di mecenati come Francesco Maria Ruspoli e palcoscenico per il genio di Händel. Si respirerà l’aria del 1725, l’anno in cui Papa Benedetto XIII consacrò la Collegiata, cambiando per sempre il volto e l’anima di questo abitato.
Ma la storia, per quanto nobile, ha bisogno di carne, di voce, di respiro. Ed è qui che entra in scena Alessandro Cica. Un nome che al grande pubblico non ha bisogno di presentazioni, volto noto del cinema e della televisione, da Don Matteo al Paradiso delle Signore. A Vignanello, Cica non reciterà un copione, ma interpreterà il luogo stesso. Darà voce a Dado Ruspoli, quel principe dell’eleganza e della cultura che seppe ispirare persino Fellini per la sua Dolce Vita. Poesia e sonetti diventeranno i compagni di viaggio lungo un sentiero dove la storia incontra l’antropologia.
E poi c’è il vino. Perché a Vignanello non si può parlare di “sapore antico” senza evocare la vite. Quella vitivinicoltura che ha modellato le colline, rendendole fertili e luminose. Il racconto di questo legame indissolubile tra uomo e terra troverà il suo approdo naturale al Museo Civico DiVino. È lì, tra i segni della cultura contadina, che la Pro Loco chiuderà il cerchio, offrendo in degustazione i frutti di quel “sapore antico” che dà il titolo all’evento.
Il viaggio del progetto “Borghi, Castelli e Parchi dei Cimini” è solo all’inizio. Dopo Vignanello, il testimone passerà a Caprarola, Soriano, Vetralla, Ronciglione, Vallerano e Capranica. Ventisette appuntamenti in dieci comuni: un mosaico di identità che si ricompone.
Per partecipare non servono biglietti, ma solo la voglia di ascoltare. La passeggiata è gratuita, ma il consiglio è di affrettarsi a prenotare: i posti sono limitati e la memoria, quando viene raccontata bene, richiama sempre tanta gente.
Info utili:
Per prenotare il proprio posto nel tempo, i riferimenti sono Marco (329 1315380) e Vincenza (320 1154607). La mail è ilfascinodelpassato@gmail.com. Sabato 18 luglio si parte alle 17:30, domenica 19 alle 10:30. Ritrovo in Piazza Cesare Battisti. Non è solo un evento, è un invito a riscoprire chi siamo, guardando alle radici per capire dove stiamo andando.





















