Viaggio nelle chiese viterbesi- La bellezza senza tempo di Santa Maria in Gradi
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Viaggio tra le bellezze di Viterbo, conosciamo insieme il complesso di Santa Maria in Gradi, splendida sede dell'Università degli Studi della Tuscia

VITERBO- La storia della chiesa di Santa Maria in Gradi ha attraversato fasi diverse, più o meno belle, più o meno lunghe. Molto conosciuto dal mondo accademico, il complesso di Santa Maria in Gradi oggi ospita una delle più belle università d’Italia.

Il complesso di S. Maria in Gradi è stato per diversi secoli un convento domenicano. Eretto nel 1244 per volere del viterbese Raniero Capocci, notaio pontificio, è stato recuperato dopo importanti restauri condotti ad opera dall’Università della Tuscia a partire dal 1996.

 La chiesa, consacrata a metà del 1200, ha subito nel corso degli anni modifiche e cambiamenti. L’intervento più importante risale al 1700, quando l’architetto Nicola Salvi, lo stesso della Fontana di Trevi,  avviò un ampio progetto di restauro. La chiesa venne trasformata profondamente, cambiò conformazione nella struttura interna. Le varie modifiche possono essere ricondotte a eventi traumatici che hanno segnato l’architettura dell’intero complesso, primo fra tutti i bombardamenti della seconda guerra mondiale e successivamente, l’utilizzo dell’intero edificio a carcere. Oggi non è ritenuta agibile e quindi visitabile.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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