Vacanze molisane (giorno 8) - Non si passa inosservati, succede a ciò che è straordinario
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Ottavo giorno di avventura per la carovana Be Different di Juppiter. Da annotare sul diario l'escursione a Rodi Garganico e Peschici. Ma soprattutto la festa della sera.

Emanuele sorride e lo fa anche Giada, Alessandro fa la linguaccia e Stefano non si stacca mai dalla testa il cappelletto rosso. Il Centro Vacanze Molise è arrivato agli sgoccioli dell’estate ma con i ragazzi della carovana di Juppiter ogni giorno ha tutta la carica dell’estate.

Leonello sta seduto e si gusta lo spettacolo. “Difendiamo l’allegria” è il motto di una piccola festicciola che il gruppo ha organizzato ieri sera. Canti, balli e vestiti stravaganti.

E’ un gruppo bilanciato, ogni stramberia si compensa con un’altra e tutto è straordinario come un quadro di Picasso o una roba postmoderna, o semplicemente come lo è la carovana Be Different di Juppiter. 

Il mare è sullo sfondo, con la sua sabbia piatta e i lettini verdi e gialli. Sopra c’è l’edicola di Stefano, ha più numeri della settimana enigmistica lui che un’edicolante qualsiasi. A volte non trova le parole e chiede consiglio. 

Antonio continua a studiare i dinosauri e gli educatori – che qui sono semplicemente Daniela, Barbara, Simone, Emi e tutti gli altri – tengono in ordine ogni pezzo. Emi si è inventata un gioco che accompagna ogni giorno il momento delle docce, funziona.

L’ottavo giorno ha portato il gruppo a Rodi Garganico e subito dopo a Peschici. Non sono passati inosservati, succede a ciò che è straordinario. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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