Diario molisano, giorno 4 - Tutti al mare
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Primo giorno di mare per la carovana Be Different di Juppiter. E' tempo di un po' di relax, poche foto quindi perché bisogna recuperare le energie.

Marina di Montenero di Bisaccia, mare. La carovana si è fermata sulla spiaggia, è lo sbarco in Molise. La parola più gettonata è “finalmente”. Ma non perché in questi giorni la montagna non abbia conquistato i ragazzi ma semplicemente perché il mare è il mare.

Tutti dentro l’acqua, benvenuta estate. La bussola punta solo verso l’esplorazione delle coste del Molise ed è questo che il gruppo farà nei prossimi giorni. L’altra parola che piace tanto ai ragazzi in questa prima euforia da brezza marina è “relax”. Lettini e asciugamano hanno riscosso grande successo in queste ore.
Tutto però interrotto da mega partitone, tutti contro tutti, nell’acqua. Nella testa ancora girano le immagini dei cavalli e degli uomini e le donne della forestale.

Chiudendo un poco gli occhi è ancora possibile sentire il sapore della carne cotta in montagna e mangiata con le mani. Ora le prospettive cambiano, è di nuovo caldo e c’è un’enorme tavola blu per disegnare altri particolari. Ed è quello che stanno già facendo Marco, Giada, Stefano, Antonio, Alessandro, Emanuele, Hubert, Stefano, Diego, Fabrizio, Leonello, Gianni, Diego, Franco, Annarita, Mara, Elisa, Simone, Giorgio, Alphonse, Simone, Mariasole, Livia, Renato, Gabriella, Stefano, Salvatore, Daniela, Livia, Barbara, Gabriel, Manasse, Pietro, Emi e Maria Rita.

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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