Diario molisano, giorno 2 - Ci siamo dimenticati della fatica
Vacanze Molise 01
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I cappelletti rossi delle carovana Be Different di Juppiter percorrono con le guardie forestali i boschi della riserva naturale di Montedimezzo. E' il secondo giorno di scoperta del Molise.

Una fila di cappelletti rossi attraversa il bosco. Avanti e indietro eppoi ancora avanti, perché la carovana cammina, la carovana ha fame e sete di posti nuovi, di scoperte, d’avventura.

Vuoi vedere l’estate? Vuoi capire l’estate? Guarda dentro agli occhi dei ragazzi del gruppo Be Different di Juppiter. Anche se è il primo settembre e qualcuno sta già pensando che la stagione sia agli sgoccioli qui nel cuore della riserva naturale statale di Montedimezzo il sole ride e il caldo, il tempo bello e la speranza di stare insieme sembrano destinate a non finire mai.

Qui ci sono gli animali in cura, quelli che hanno bisogno di una carezza in più, di un pensiero in più, di uno sforzo ulteriore per farcela. Ed è bello quando ce la fanno, è un sorriso per tutti. La carovana è immersa fino ai capelli nella natura. Emanuele, Hubert, Diego, Leonello, Simone, Giada sono talmente calati in questa dimensione che sembrano instancabili, quasi invincibili. Abbracciano le guardie forestali, che hanno guidato la carovana alla scoperta della riserva. Si fanno le foto e ridono, ridono, ridono.

“Ci siamo dimenticati della fatica”, sembrano dire solo con lo sguardo. E tutto è ancora più bello quando arriva il momento del pranzo, con la carne alla brace cucinata dalla forestale e mangiata con le mani. A sera i chilometri lasciati sotto le scarpe appesantiscono gli occhi, i ragazzi speciali spengono la luce e caricano le batterie per domani. Oltre le montagne c’è il mare del Molise, ci si tufferanno.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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