Diario molisano, giorno 3 - Leggeri come lo zaino di Mara
Vacanza Molise 01
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E' da tre giorni che la caravona Be Different di Juppiter è in cammino, alla scoperta del Molise. Ieri non solo a piedi, ma anche a cavallo. Dall'altra parte delle montagne c'è il mare.

Cavalli, i cavalli sono belli. Le carezze a lisciare le criniere e uno degli uomini della guardia forestale che avevano fatto da guida nel bosco a raccontare di come questi animali ti possono cambiare la vita. Lui da piccolo non riusciva a camminare per un problema alle gambe e ora, grazie a loro, è un uomo cambiato. Da anni ha un maneggio.

Tutti in silenzio ad ascoltare e quello che è stato un incontro casuale diventa un regalo grandissimo. La giornata del 2 settembre è stato questo per i ragazzi della carovana Be Different di Juppiter.
La cima di una montagna e i cavalli, anzi la groppa dei cavalli. Perché non li hanno soltanto accarezzati ma ci sono saliti sopra, per cavalcare. Senza pensieri, leggeri come lo zaino di Mara. Che è una delle ragazze della carovana, che quando è a casa non si libera mai di un pesante zaino pieno di cose. E invece, in vacanza, è così leggera che lo svuota. Perché quando sei felice e sei con gli amici non hai bisogno di altro.

Cerchi solo di scoprire il più possibile ed è per questo che sgrani gli occhi davanti alle cose, le fissi, le interroghi. E’ quanto successo ad Agnone, dove ha sede l’antica fonderia Martinelli. Qui si fanno campane, una cosa magica forse più dei cavalli. Sono d’accordo Marco, Antonio, Fabrizio e Giorgio mentre ne fissano una e sembrano voler sapere da quale pianeta sia arrivata.
Il Molise è fantastico e la carovana sta assorbendo piano piano questa essenza, questo stato dell’essere. O forse è il contrario? Non sarà mica la carovana a essere magica e a riempire di una nuova essenza un maneggio, un uomo della forestale e una fonderia di campane?

Domani tutti al mare.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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