
Una giunta a sei assessori, a maggioranza Pd. È questa la proposta del Partito Democratico al sindaco Michelini per rilanciare l’attività amministrativa del comune di Viterbo. Ma “sei assessori, a maggioranza Pd” cosa significa? Innanzitutto, bisogna considerare il numero di cariche a disposizione con sei assessori, ovvero sette: sei assessorati e la presidenza del Consiglio. La maggioranza quindi è di quattro cariche, anche se, secondo il Serra-pensiero originale anche il Sindaco è una carica da contare nelle fila di Oltre le Mura e quindi delle liste civiche. La presidenza del Consiglio è in mano alle civiche, a Viva Viterbo, per la precisione con Maria Rita De Alexandris.
Tralasciando il Sindaco, al Pd spetterebbero quindi quattro assessorati contro i due alle liste civiche. Ad ora gli assessori assegnati al Pd sono tre, ovvero gli interni Luisa Ciambella e Alvaro Ricci e l’esterno Antonio Delli Iaconi, che dopo il documento Pd (leggi qui) nel quale è scomparsa la richiesta dai “soli interni”, potrebbe essere tornato intoccabile. Per le civiche, dimessasi Alessandra Zucchi, rimangono in carica la quasi certa uscente Raffaella Valeri (Viterbo Bene Comune), Giacomo Barelli (Viva Viterbo), la cui permanenza ora sembra a rischio perché Viva Viterbo sarebbe considerata sovrarappresentata (leggi qui), e Raffaella Saraconi (Oltre Le Mura), che invece dovrebbe essere intoccabile. Poi c’è l’uomo del sindaco Andrea Vannini, che senza copertura in Consiglio potrebbe saltare, a meno che Michelini non decida di giocarsi una sorta di wild card e di insistere per tenere la giunta a sette anziché sei.
Quanto ai nomi nuovi, nelle settimane scorse si parlava di Alessandra Troncarelli (Pd) e Marco Ciorba (Oltre Le Mura) come i nuovi innesti nella squadra di Michelini, per completare così il quadro a 4 assessori a due per il Pd; quattro cariche a tre se si comprende anche la presidenza del Consiglio, quattro a quattro se si considera anche il Sindaco. La vicenda però è ancora tutta da vedere, le trattative ripartiranno lunedì prossimo dopo il ritorno dal viaggio a Milano (si parte mercoledì). Manca infatti l’ok delle liste civiche, che non è scontato siano d’accordo.


















