
Il gruppo consiliare del Pd rilancia sul taglio degli assessori e propone una squadra a 6, ma la notizia è che lo fa all’unanimità. Nel tardo pomeriggio di oggi (lunedì 18 maggio) il Partito Democratico si è riunito si è riunito per discutere il documento da portare a Leonardo Michelini. Un documento che sarà presentato dal capogruppo Francesco Serra probabilmente la prossima settimana e che sconfessa quello presentato domenica dall’Unione comunale dello stesso Partito.
La notizia però è che il gruppo del Partito Democratico ha ritrovato l’unità dopo una riunione fiume. Si tratta di una tregua in vista del voto del bilancio consuntivo di domani (martedì 19 maggio) mattina e di una sconfessione di fatto per i fioroniani che invece avevano approvato il documento all’unanimità dei presenti, ma di fatto a maggioranza data l’assenza dei non-fioroniani. Il documento dell’Unione infatti chiedeva essenzialmente lo stop agli assessori esterni, che qui scompare, e la riduzione a 7 invece che a 6.
Il gruppo Pd di fatto poi torna a richiedere “una assunzione di forte responsabilità e coinvolgimento nelle scelte concrete da realizzare, agendo sulla leva della riduzione della spesa corrente con un lavoro rigoroso”. Il Partito Democratico poi ricorda il cronoprogramma presentato alcuni mesi fa “dettagliato di tanti punti. Se dobbiamo registrare ancora oggi qualche difficoltà – scrivono i consiglieri – evidentemente dobbiamo cambiare registro”.
E mentre Stefano Calcagnini e Martina Minchella richiamano l’attenzione del segretario regionale Melilli per l’indisciplina del capogruppo Serra, il gruppo Pd approva all’unanimità un passo del documento nel quale si richiamano “i temi più volte richiamati dal capogruppo. Dalle frazioni, all’igiene urbana, il rilancio del centro storico, dell’efficienza, efficacia, economicità dei servizi pubblici a cominciare dal TPL, della programmazione culturale, l’obiettivo città termale, la smart city, l’equità fiscale come equità sociale”.


















