
Dentro Simoni, fuori Barelli e Valeri e poi l’attacco a Michelini “che ascolta i dirigenti di partito”. È questa la ricetta per il rimpasto secondo i due dissidenti civici Sergio Insogna e Francesco Moltoni. Una provocazione al sindaco Michelini e alla propria ex lista civica che, insieme alle altre civiche, si è alleata da qualche tempo con l’ala fioroniana del Partito Democratico. Una alleanza che ha portato a partorire prima la nuova realtà provinciale del civismo dei Moderati e Riformisti e poi la lite in comune.
In questi giorni Pd e Liste civiche si sono incontrati più volte arrivando ad un patto per il futuro dell’amministrazione. Fuori da questi accordi si sono posizionati 7 democratici (su 12 totali) e i 2 civici (su 10). Secondo quanto richiesto da Pd e Oltre le Mura la nuova giunta dovrebbe essere composta da interni, con 4 assessori democratici e 3 civici. Una proposta sulla quale hanno rilanciato oggi Insogna e Moltoni.
“Viva Viterbo – spiegano – ha il Presidente del Consiglio ed il Capogruppo ha ricevuto un prestigioso incarico per il progetto della cultura, per cui zero assessori”. Gli altri civici invece “sono capogruppo di sé stessi, quindi zero assessori”. Quindi i 3 incarichi dovrebbero rimanere all’interno del gruppo di Oltre le Mura. “Zucchi e Saraconi non si toccano, anche perché il Sindaco ha certificato che stanno lavorando bene e per il terzo nome noi proponiamo il collega Paolo Simoni, il quale oltre ad essere un fedelissimo del Sindaco potrebbe essere quell’elemento che ricompatta il gruppo stesso”.
Insogna e Moltoni poi attaccano Leonarod Michelini “per la bizzarria e l’originalità – hanno scritto i due – delle consultazioni che il Sindaco sta effettuando”, perché dovrebbe ascoltare “esclusivamente i consiglieri comunali che votano in Consiglio e non i funzionari o dirigenti di partito, che a torto invadono campi che non competono loro”. Di fatto accettando solo le delegazioni ufficiali il sindaco taglia fuori 9 consiglieri, decisivi, tra l’altro, per garantire l’esistenza della maggioranza. Lo scontro è sempre più duro e tirando troppo la corda, qualcuno potrebbe farsi male, è non è scontato che non possa essere Michelini stesso. A meno che non riveda i rapporti con i dissidenti, ma già durante l’ultimo Consiglio comunale il sindaco aveva mostrato i muscoli rivolgendosi proprio a loro: “se non vado bene, sfiduciatemi”.


















