“Un pesce di nome Marta” – Recensione del film “Un figlio di nome Erasmus”
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RUBRICA CINEMATOGRAFICA - Pietro, Enrico, Ascanio e Jacopo sono quattro amici 40enni chiamati a Lisbona per il funerale di Amalia, la donna che tutti e quattro hanno amato da ragazzi, quando facevano l'Erasmus in Portogallo. Amalia ha lasciato un'inattesa eredità: un figlio concepito con uno di loro. Ma chi è il padre? È un film divertente, leggero, anche se tocca temi toccanti e, a volte, tragici.

UN PESCE DI NOME MARTA – RUBRICA CINEMATOGRAFICA – Un figlio di nome Erasmus è un film di genere Commedia del 2020 diretto da Alberto Ferrari con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Durata: 107 min. Paese di produzione: Italia.

La trama di Un figlio di nome Erasmus (2020). Pietro, Enrico, Ascanio e Jacopo sono quattro amici 40enni chiamati a Lisbona per il funerale di Amalia, la donna che tutti e quattro hanno amato da ragazzi, quando facevano l’Erasmus in Portogallo. Amalia ha lasciato un’inattesa eredità: un figlio concepito con uno di loro. Ma chi è il padre? Aspettando i risultati del test del DNA, i quattro amici decidono di andare alla ricerca di questo misterioso figlio ventenne in un rocambolesco ed emozionante viaggio attraverso il Portogallo insieme a una ragazza che si offre di aiutarli.

Pietro è un manager musicale fallito; Enrico è un architetto succube della sua futura sposa; Ascanio è un motivatore aziendale che non vuole diventare grande; Jacopo, infine, è un alto prelato del Vaticano.

Anche qui ci si trova ad affrontare un viaggio,che si raffigura non solo come un percorso fisico ma anche introspettivo: si tratta di una UNA COMMEDIA ON THE Road.

I quattro amici durante la ricerca del figlio cercano anche loro stessi e scoprono e si scoprono.

È un film divertente, leggero, anche se tocca temi toccanti  e, a volte, tragici.

Sicuramente un po’ scontato, già dalle prime scene del film si capisce quale sarà il colpo di scena finale, ma che vale la pena comunque vedere perché come dice qualcuno ” l’ importante è il viaggio e non la meta”.

 

 

 

 

 

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