Un pesce di nome Marta – Recensione del film: “Nessuno mi può giudicare”
CINEMA: CORTELLESI-BOVA, COATTI NELL'ITALIA DELLE ESCORT. NESSUNO MI PUO' GIUDICARE, ESORDIO MAX BRUNO
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RUBRICA CINEMATOGRAFICA – Nessuno mi può giudicare è un film ironico e divertente che indaga sulla situazione attuale italiana (quella dei politici corrotti e delle escort) senza fare puro moralismo ma mantenendosi su toni leggeri (come una commedia deve fare) e guardando il problema dal punto di vista di chi è costretto a svendersi e sporcarsi le mani pur di sopravvivere, una divertente commedia sul ‘fine giustifica i mezzi’.

UN PESCE DI NOME MARTA – RUBRICA CINEMATOGRAFICA – Alice (Paola Cortellesi) vive in una lussuosa villa di Roma Nord ed è una donna razzista, superficiale e snob. La morte del marito in un incidente stradale per lei è l’inizio di un incubo; costretta a lasciare la sua villa per pagare il lauto debito finanziario lasciatole dal marito, rischia di perdere la custodia del figlio. Alice si trasferisce così con suo figlio Filippo (Giovanni Bruno) in uno dei quartieri periferici della città, aiutata dal suo domestico extracomunitario Aziz (Hassan Shapi).

Per salvare la sua esistenza Alice decide di intraprendere la carriera di escort aiutata da Eva (Anna Foglietta), già professionista nel settore. Inoltre riuscirà ad intraprendere delle nuove e significative relazioni di amicizia con i suoi vicini di casa e di quartiere; in particolar modo con Giulio (Raoul Bova), gestore di un Internet Point in difficoltà economiche, Lionello (Rocco Papaleo) portiere del palazzo in cui vive. xenofobo e omofobo, e gli invadenti vicini Enzo (Lillo) e Tiziana (Lucia Ocone).

Nessuno mi può giudicare è un film ironico e divertente che indaga sulla situazione attuale italiana (quella dei politici corrotti e delle escort) senza fare puro moralismo ma mantenendosi su toni leggeri (come una commedia deve fare) e guardando il problema dal punto di vista di chi è costretto a svendersi e sporcarsi le mani pur di sopravvivere, una divertente commedia sul ‘fine giustifica i mezzi’.

” Nessuno mi può giudicare ” riesce anche a dare uno spaccato di un gruppo sociale variegato e originale nel quale, alla fine pare si possa trovare un armonioso equilibrio.

È un film divertente, paradossalmente, sembra dare gran rilievo all’ accettazione del diverso e al concetto di integrazione.

REGIA: Massimiliano Bruno

ATTORI: Paola Cortellesi, Raoul Bova, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Giovanni Bruno

GENERE: Commedia

DURATA:  95 minuti

PAESE: Italia

ANNO: 2011

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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