Tuscanese colpito dal Covid-19 in Francia, il sindaco Bartolacci ne diffonde i messaggi di racconto della malattia: "Il mostro mi ha ridotto una larva"
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TUSCANIA - C'è un tuscanese in Francia che sta lottando, tra la vita e la morte, contro il Covid-19.

TUSCANIA – C’è un tuscanese in Francia che sta lottando, tra la vita e la morte, contro il Covid-19. Durante il suo ricovero ha avuto modo di scrivere alcuni messaggi al sindaco Fabio Bartolacci, che sta portando avanti una battaglia vera per convincere la propria comunità a rispettare le regole e le disposizioni del governo.

Così il primo cittadino ha deciso di diffondere le parole di quest’uomo, per fare capire che quanto sta accadendo non è un gioco. “Il mostro mi ha preso e mi ha reso debole e inerte. Non mangio più, mi sto disidratando. Ti passa avanti nel silenzio più assoluto tutto il film della tua vita”, scrive in un primo messaggio.

Poi scrive ancora: “Caro Fabio, è una mattina molto brutta. Mi porteranno di nuovo in ospedale per intubarmi, perché il mostro non mi abbandona. la febbre è svanita ma i polmoni sono sotto bombardamento del mostro. Ho dolori atroci e non ho più lacrime per piangere. Sono ridotto a una larva. Con questo ti saluto con un addio se perderò (la battaglia n.d.r). Ricordati che ti ho voluto bene da giovane come amico e da sindaco. Se vinco sarà questo sarà solo un ciao, un a presto”. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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