Trovata la tomba della bibliotecaria Laura Dentini: non è a Narni ma a Viterbo
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Le nostre ricerche aiutate da un lettore che ha risolto "il caso" inviandoci una foto scattata nel cimitero viterbese.

VITERBO – Sono giorni che la redazione de La Fune riceve messaggi, email, chiamate che ruotano intorno alla storia di Laura Dentini. La bibliotecaria che ha dato tutta se stessa per salvare i libri degli Ardenti dalla rovina del Dopoguerra e ha di fatto donato alla città una biblioteca vera.

Una figura completamente rimossa dall’immaginario collettivo viterbese. Dimenticata, lasciata cadere nell’oblio. Raccontarne la storia è stato però dirompente. Un fiume di lettori e un grandissimo interesse sui social. Al punto che siamo stati raggiunti da molti complimenti e qualche richiesta, che all’inizio non abbiamo davvero compreso. La richiesta che più ci ha lasciati perplessi è quella arrivata da un cittadino-lettore che ci ha invitato a trovare la tomba dove riposa questa straordinaria donna.

Così ci siamo attivati e siamo stati portati su una pista che andava fuori Viterbo, a Narni per l’esattezza. Questo perché una persona con cui abbiamo parlato ci ha indicato un legame della storica bibliotecaria con la città umbra. Abbiamo scritto di questa sepoltura a Narni e sull’email di redazione, un cittadino più informato, ci siamo ritrovati la foto della tomba. Non a Narni però ma proprio al cimitero di San Lazzaro a Viterbo.

 

LEGGI LA STORIA DI LAURA DENTINI

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Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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