Superstrada "abbandonata", Romoli: "Inaccettabile, informerò il ministro Salvini"
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"Serve una risposta a un problema che riguarda non solo il nostro territorio, ma la sicurezza di tutti coloro che percorrono ogni giorno la superstrada”.

VITERBO – La situazione di grave degrado della superstrada Viterbo-Orte fa sbottare anche il presidente della Provincia Alessandro Romoli. In data 30 giugno La Fune ha messo in evidenza la condizione terrificante in cui verte l’importante tratto stradale (leggi qui). A neanche 24 ore anche il presidente della Provincia ha sentito il bisogno di intervenire. Non l’ha fatto solo sulla stampa ma anche provvedendo a mandare degli operai a pulire almeno lo svincolo della Molinella.

“Questa mattina i dipendenti dell’amministrazione provinciale di Viterbo sono intervenuti per eseguire la pulizia dello svincolo della superstrada 675 in località Molinella, nel comune di Soriano nel Cimino, all’altezza dell’intersezione con la strada provinciale Molinella.

Un’azione, svolta con risorse interne all’ente, resa necessaria dallo stato di totale abbandono in cui versa lo svincolo, da tempo invaso da sterpaglie e rifiuti. Nonostante le ripetute segnalazioni e gli appelli lanciati anche nei giorni scorsi, non è stata ancora eseguita la dovuta manutenzione da parte degli enti preposti, né sono arrivate risposte concrete”. Così in una nota che arriva da Palazzo Gentili.

“È inaccettabile – dichiara il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli – che uno snodo viario di questa importanza venga lasciato in condizioni simili. L’assenza di interventi, lo stato di inerzia e l’indifferenza istituzionale davanti a una situazione ormai nota sono un fatto grave”.

“Di fronte a questa situazione – conclude – informerò direttamente il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, affinché venga finalmente data una risposta a un problema che riguarda non solo il nostro territorio, ma la sicurezza di tutti coloro che percorrono ogni giorno la superstrada”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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