Stadio Rocchi, le opposizioni "prendono a pallonate" il sindaco: "Pasticcio Frontini, ha sbagliato le procedure"
Foto opposizioni Palazzo dei Priori
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VITERBO - E' guerra (politica) sullo stadio Rocchi. Oggi pomeriggio, ore 14.30, le opposizioni di rito centrodestra hanno convocato una conferenza stampa piuttosto frizzante allo Chalet di Porta Fiorentina.

VITERBO – E’ guerra (politica) sullo stadio Rocchi. Oggi pomeriggio, ore 14.30, le opposizioni di rito centrodestra – bene alla larga si sono tenuti i piddini – hanno convocato una conferenza stampa piuttosto frizzante allo Chalet di Porta Fiorentina.

A due vie di distanza da qui calmo e placido il Rocchi assiste, chiedendosi “che ne sarà di lui”, andando di parafrasi su un ormai lontano film di Muccino. La stessa domanda se la stanno facendo i cittadini, sia quelli amanti del pallone sia gli altri. Tutti hanno capito una cosa: il futuro della squadra di bandiera della città di Viterbo nel suo stadio naturale è mooolto nebuloso. 

Torniamo alle opposizioni però. In campo Luisa Ciambella (Per il Bene Comune), Andrea Micci (Lega) e il tridente di Fratelli d’Italia Matteo Achilli – Antonella Sberna – Laura Allegrini. Giocano tutti all’attacco, puntando a rimandare la palla nella metà campo della sindaca Frontini. Intorno alle 14 infatti la stessa era uscita a bruciapelo sui propri social per parlare del Rocchi (leggi qui)

Del suo intervento ci aveva francamente colpito l’accento sulle opposizioni con una frase di questo tipo: “Chi prima amministrava abbia il buon senso di tacere”. Come se ce l’avesse proprio con quei consiglieri che mezz’ora dopo avrebbero incontrato i giornalisti. Infatti Ciambella, Sberna, Allegrini, Achilli e Micci hanno tutti amministrato la città. Fanno parte e sono espressioni di partiti che sul Rocchi e su tutto il resto ci hanno messo del proprio. La prima notizia della conferenza è quindi che i consiglieri, già governanti della città, non hanno voluto ascoltare il “consiglio” del sindaco. E non si dica che non avessero visto l’intervento social perché lo hanno citato ogni tre per due. 

Semplicemente la loro visione è diametralmente opposta e se oggi nello stadio della città non gioca la squadra della città è tutta colpa dell’amministrazione Frontini. Ne vogliono parlare in consiglio ed è una richiesta sacrosanta. Anche perché i viterbesi avrebbero voglia, non proprio per sport, di conoscere la verità su questa vicenda. 

Nei loro interventi gli oppositori battono forte la palla in un preciso punto del campo: la procedura di affidamento sbagliata da parte del Comune perché non si poteva avanzare un affidamento di un bene di cui Palazzo dei Priori è proprietario solo al 50%. L’altra parte infatti è della Regione Lazio. E i consiglieri seduti allo Chalet questa cosa la conoscono bene perché politicamente la Regione la governano. 

Scatenato Matteo Achilli che intelligentemente batte dove il dente duole: gli impianti sportivi della città fatiscenti come il campo del Pilastro. Tocca anche il tema dei costi per il mantenimento del Rocchi e sottolinea che darlo a tutte le squadre non sia “proprio una genialata”. Fissa anche l’obiettivo: “darlo all’unica società sul territorio con la forza economica per gestirlo: la FC Viterbo”. 

Micci evidenzia il rischio che l’impianto resti chiuso per tutto il 2024. Ciambella parla di “pasticci fatti dalla maggioranza nella procedura imbastita, di approssimazione della giunta e poi affonda dicendo che questa maggioranza non ha modernizzato nessun impianto sportivo cittadino”. 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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