

Il Salotto delle Sei raccoglie le prime aperture da parte della maggioranza e l’appello del capogruppo Pd Francesco Serra per il proseguo dell’esperienza. Il Salotto delle Sei infatti è in difficoltà e la mancanza di risposte da parte dell’amministrazione comunale rischia di far saltare l’iniziativa. Una situazione che ha spinto anche altri, come il commissario delle Biblioteche Paolo Pelliccia, ad intervenire. Con lui anche il consigliere di minoranza Gianmaria Santucci. Lo stesso Bottone ospitato in studio da Sbottonati ha mandato provocatoriamente all’ideatore di Caffeina e consigliere comunale Filippo Rossi un appello per aiutarlo a salvare il Salotto. Con La Fune e con la stessa trasmissione Sbottonati abbiamo lanciato una campagna di sensibilizzazione volta a scongiurare l’estinzione della rassegna per mancanza di sostegni pubblici. Sostegni pubblici, soprattutto nel caso di Palazzo dei Priori, che risultano invece generosi verso altre realtà culturali del territorio.
Francesco Serra è intervenuto con una nota stampa questa mattina dicendo che il Salotto “è un intrapresa che non deve essere persa” e ha mandato un appello “in favore della prosecuzione dell’esperienza”. Il capogruppo Serra poi ha spiegato come sia apprezzata l’iniziativa che ha raccolto apprezzamenti “da pubblico e critica” e ha rimandato alla discussione sul bilancio per riparlarne e trovare delle soluzioni. “Stiamo ora avviando la discussione sul bilancio – ha scritto – e quindi momento e strumento prioritario per confrontarsi su una destinazione complessiva di risorse, equilibrata con le altre funzioni essenziali che il comune è tenuto a garantire. Questo in via preliminare. In questo contesto poi tutte le proposte , sulla base dei criteri oggettivi e condivisi di qualità ed interesse generale, avranno certamente giusta considerazione”.
Serra nel suo intervento ha parlato anche delle politiche culturali cittadine. “Una ritrovata ampiezza e la qualità dell’offerta culturale cittadina è uno dei nostri obiettivi programmatici prioritari. La politica dei contentini non solo è rischia di prestarsi a miopie ingiustificate ma soprattutto è dispersiva e scarsamente produttiva sia sul versante dell’attrattività che della vivacità cittadina. Per Viterbo questa è risorsa essenziale e ogni contributo valido non può essere trascurato. In questo senso quindi l’appello in favore della prosecuzione dell’esperienza del Salotto delle Sei va opportunamente valutato”.

















