Il 'Salotto delle 6' rischia di saltare. Pelliccia lancia un appello al Comune di Viterbo: "Vengono aiutati tanti, ma Bottone no"
Bottone
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Il festival letterario più antico della città di Viterbo rischia di saltare. L'ideatore Pasquale Bottone infatti è in difficoltà nel reperimento di fondi. Paolo Pelliccia lancia un appello a banche, Regione Lazio e soprattutto al Comune di Viterbo: "Vengono aiutati tanti, ma Pasquale no".

Il ‘Sal8 delle 6’ del 2015 rischia di non vedere la luce. Il tema è venuto a galla durante la conferenza stampa di questa mattina al Consorzio Biblioteche.

A tirarlo fuori il commissario Paolo Pelliccia che ha lanciato un appello al Comune di Viterbo essenzialmente per non lasciare spegnere questa voce della cultura viterbese. “Bottone non sa che sto per fare questo appello, ma ritengo che sia importante. Non per una questione di carità, che non mi interesserebbe. Lo faccio perché penso sia giusto garantire un pluralismo di voci per il bene della democrazia”.

“Pasquale ha preparato un buon lavoro sul giornalismo storico, ma è in difficoltà nel reperimento dei fondi – dichiara Pelliccia – . La sua iniziativa si svolge da qualche tempo all’interno del Consorzio. Lo abbiamo sostenuto nel limite delle nostre possibilità. Ringrazio anche chi gli è stato vicino negli anni. Ora è necessario trovare altri fondi. Mi rivolgo al Comune di Viterbo, alle banche e alla Regione Lazio.

Magari vengono aiutati tanti e Bottone no”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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